Per un partito a vocazione maggioritaria
A.P.
All’indomani del referendum sulla proposta di riduzione del numero dei parlamentari, in un editoriale che, con leggera ironia, avevamo titolato “Di giallorosso ci basta la Roma”, manifestavamo il nostro disappunto per le scelte compiute dal Partito democratico, sotto dettatura dei 5 Stelle, rilevando che a quel referendum non aveva vinto la democrazia ma l’antipolitica, cioè la derisione dell’assetto istituzionale del nostro Paese, fomentata dalla subcultura dei “vaffa”, che aveva caratterizzato l’identità populista del movimento pentastellato.
Concludevamo l’editoriale, lamentando l’ostinazione del Pd a voler stabilire alleanze strutturali con quella subcultura e suggerivamo al partito di portare a termine l’impegno improvvidamente assunto con il Governo giallorosso, per poi voltare pagina e aprire una nuova stagione di autonoma riprogettazione politica.