di Claudio Sardo
Roma, 22 maggio 2026
Quello che mi è stato assegnato è un titolo che pesa molto. Provo a partire da una constatazione, purtroppo amara: oggi nel discorso pubblico c’è sempre meno spazio per chi vuole parlare di pace. La parola stessa – pace - sembra aver perso senso e concretezza. Negli sconvolgimenti geopolitici, nel dilatarsi dei conflitti, negli ecosistemi informativi dominati da pochi, potentissimi colossi iper tech, la pace è divenuta quasi impronunciabile perché considerata inattuale, e dunque impolitica.
Eppure la pace è la pietra angolare della civiltà che siamo riusciti a costruire dopo la seconda guerra mondiale, dopo le dittature in Europa, dopo l’Olocausto, dopo Hiroshima. La pace è la ragione prima dell’unità europea, presupposto del nostro modello sociale e condizione oggi (cito Jurgen Habermas) “della nostra stessa sopravvivenza” in un mondo in cui gli europei non sono più centrali come lo sono stati per secoli.
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Pier Giorgio Maiardi
22 aprile 2026
In questa caotica situazione mondiale si avvicina la scadenza elettorale per il rinnovo del Parlamento ed è doveroso affrontarla facendosi carico responsabilmente del momento politico e sociale che stiamo vivendo.
La nostra politica deve mostrarsi matura e non può perdersi in diatribe e battibecchi preconcetti avulsi dalla realtà vera e grave a cui è indispensabile rispondere in modo coerente ed adeguato.
14 aprile 2026
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