Democrazia e Istituzioni

Sulla ricerca di un consenso per una scelta importante

Alvaro Bucci

24/10/2024

Pubblicato sulla Gazzetta di Foligno del 20 ottobre 2024 

La recente vicenda relativa all’ulteriore rinvio, l’ottavo, del voto in Parlamento per l’elezione del quindicesimo giudice della Corte Costituzionale, induce ad esprimere alcuni necessari chiarimenti in merito agli atteggiamenti perseguiti sia dalle forze della maggioranza che dalle opposizioni, tenuto conto del loro operare in un sistema democratico-istituzionale.

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Emidemocrazia, ovvero la democrazia in cui solo mezzo popolo vota

La crescente astensione alle urne e la sfiducia verso le istituzioni minacciano la democrazia rappresentativa. È possibile invertire questa tendenza o stiamo scivolando verso una democrazia riservata a pochi?

Nino Labate

2/11/2024

Il tema del basso tasso di partecipazione alle elezioni è complesso e preoccupante, non solo in Italia ma a livello internazionale. Alcuni studiosi vedono in questo fenomeno un segnale di crisi profonda, che inseriscono nell'ambito delle "rivoluzioni epocali" descritte da papa Francesco. Qualcuno arriva persino a parlare di “morte della democrazia.” Tuttavia, abituati ormai a questo declino, molti considerano l'astensionismo quasi fisiologico, una manifestazione normale del nostro tempo. C’è persino chi lo interpreta come un fenomeno "provvidenziale", affermando che alle urne si presentano solo i più istruiti, i più giovani e i più benestanti. Si rischia così di tornare a una democrazia elitaria, in cui votano soltanto coloro che vengono considerati più adatti a decidere per tutti.

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Riforma costituzionale e premierato

Alvaro Bucci

14 Novembre 2023 

“Un'altra riforma viene licenziata oggi in Consiglio dei Ministri, dopo le altre che abbiamo già approvato in questo anno. Si tratta ovviamente della riforma costituzionale che introduce l'elezione diretta del Capo del governo, quindi il Presidente del Consiglio dei Ministri”: sono le parole con cui, in tono quanto mai solenne, Giorgia Meloni ha introdotto la conferenza stampa che è seguita al Consiglio dei ministri che, nella seduta del 3 novembre scorso, ha approvato all’unanimità il Ddl costituzionale “Introduzione dell’elezione popolare diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri e razionalizzazione del rapporto di fiducia”. La premier ha di seguito sottolineato come tale riforma “garantisce sostanzialmente i due grandi obiettivi che dall'inizio noi ci siamo impegnati con gli italiani a realizzare” e cioè, da una parte “garantire il diritto dei cittadini a decidere da chi farsi governare, mettendo sostanzialmente fine alla stagione dei ribaltoni, alla stagione dei giochi di palazzo, alla stagione del trasformismo, delle maggioranze arcobaleno e dei governi tecnici” e dall’altra “garantire che chi viene scelto dal popolo possa governare con un orizzonte di legislatura, quindi garantire sostanzialmente una stabilità del governo”, avere cinque anni per realizzare il proprio progetto”, aggiungendo anche di considerare questa riforma come “la madre di tutte le riforme che si possono fare in Italia”.

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La psicosi dell’uomo forte aleggia sul premierato della destra

È in costante crescita una malattia dell'ego definibile "leaderpatia". Una psicosi mentale che spinge a essere dei leader a tutti i costi, anche senza averne le qualità e le competenze.

Nino Labate

da Il Domani d'Italia - 8 Novembre 2023
 
È in costante crescita una malattia dell'ego definibile "leaderpatia". Una psicosi mentale che spinge a essere dei leader a tutti i costi, anche senza averne le qualità e le competenze.

Il dado è tratto. Rassegniamoci! E iniziamo a prepararci al referendum sul cui NO contiamo molto …

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