Democrazia e Istituzioni

IL PRESIDENZIALISMO NON È SOLO UNA FORMULA POLITICA

PER QUESTO ESIGE UN DI PIÙ DI ATTENZIONE CRITICA

È veramente assurdo e apocalittico pensare ai rischi che si corrono una volta imboccata la strada del presidenzialismo o del semipresidenzialismo? Ed è veramente una “leadership forte e determinata” quella che si attendono gli italiani, come sostiene Galli della Loggia?

Nino Labate

da il Domani d'Italia - 5 Gennaio 2023

“Gli Italiani hanno un grande desiderio di una leadership forte e determinata, e anche per questo hanno votato Giorgia Meloni…”. Cosi Ernesto Galli Della Loggia in uno dei suoi a volte emotivi articoli, pubblicato sul Corriere della Sera del 3 gennaio e dedicato a Giorgia Meloni, il cui titolo chiariva meglio le sue idee: “Una novità da non sprecare”. Al riguardo, mi permetto solo di approfondire per come posso l’ambigua sottolineatura di una novità che egli appunto definisce “…da non sprecare”. E intendo farlo da un angolo di visuale diverso, forse complementare, collocando la Meloni come protagonista della vecchia proposta di Almirante relativa a quel presidenzialismo che, in sostanza, parrebbe necessario e indispensabile al futuro dell’Italia. Intendo però rimanere lontano dalle pur legittime e interessanti discussioni della scienza politica e del diritto costituzionale, comparato o meno, come pure dagli aspetti positivi e negativi di un presidenzialismo che per una democrazia liberale come la nostra tocca questioni serie della nostra attuale Costituzione.

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Democrazia: in cerca di rigenerazione

Convegno sulla crisi della democrazia e sulle possibili vie di una sua rigenerazione, organizzato dalla rete c3dem

Milano

Sabato 26 novembre 2022

Sarà un momento di riflessione e anche di assunzione di una qualche responsabilità nell’orientare il proprio impegno futuro. Sul sito abbiamo raccolto, e ancora raccogliamo, interventi sul tema del convegno.

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27 settembre 2022

(dopo il 25…)

L’esito delle elezioni politiche del 25 settembre ci pone il dovere di un attento esame della situazione che si è creata ed in cui ci troviamo a vivere e ad operare, oltre che delle circostanze che l’hanno prodotta. Pubblichiamo questo scritto di Vincenzo Ortolina, consigliere nazionale di Agire Politicamente, precisando che si tratta di un parere strettamente personale.  

Vincenzo Ortolina

27/09/2022

Premettendo, per onestà intellettuale, che ho votato Pd, pongo la seguente domanda: l’Italia è andata tutta a destra, dunque? Tutta “meloniana”, o quasi?

Calma, calma! Certo, i “Fratelli (?) d’Italia”, oggi, sono il primo partito, avendo ottenuto, forse impensabilmente (leggo le percentuali della “Camera”, sostanzialmente ripetuti, mi pare, al Senato), il 26,9% dei consensi, e dunque più che ‘sestuplicando’ il 4,3% del 2018. Una percentuale evidentemente eccezionale, che stupisce, in ogni caso. Conseguita però in gran parte, non si può non chiarire immediatamente, a scapito dei compagni di cordata (diciamo anzi “cannibalizzandoli”), rappresentati al vertice dagli “spompati” Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Il primo ha infatti perso la metà dei voti delle precedenti “politiche”, il secondo (il quale pur sperava di rifarsi assumendo il ruolo di “profeta moderato”, e dunque appetibile, del “destracentro”) più del 40%.

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