Quali i ‘Paesi sicuri’ ?

Alvaro Bucci

Luglio 2025

Non c’è pace nello scontro tra politica e magistratura, alimentato anche di recente specialmente a causa di questioni che riguardano i migranti. Una delle ultime occasioni di tale scontro riguarda la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Sentenza secondo cui nelle procedure di protezione internazionale “la designazione di un Paese terzo come ‘Paese di origine sicuro’ deve poter essere oggetto di un controllo giurisdizionale effettivo”. E chiarisce, tra l’altro, che "uno Stato membro non può, tuttavia, includere un Paese nell'elenco dei Paesi di origine sicuri qualora esso non offra una protezione sufficiente a tutta la sua popolazione".

Una sentenza, quindi, che pone condizioni al trattenimento di cittadini stranieri nelle strutture meloniane costruite in Albania.

Il Governo Meloni, con non poca irritazione, ha manifestato “sorpresa” per la decisione della Corte, considerando che “ancora una volta la giurisdizione, questa volta europea, rivendica spazi che non le competono, a fronte di responsabilità che sono politiche". Una decisione che “indebolisce le politiche di contrasto all’immigrazione illegale di massa e di difesa dei confini nazionali". 

Ancora una volta l’attuale compagine governativa mostra tutta la sua difficoltà di dover convivere in un sistema democratico dove vige lo Stato di diritto. Stato di diritto che protegge ogni cittadino anche da azioni di organi dello Stato che possano ledere i suoi diritti fondamentali. Lo Stato di diritto, infatti, si fonda sul principio che la legge nasce per tutelare il singolo dal possibile arbitrio del potere costituito. Lo stesso potere che viene suddiviso proprio per scongiurare concentrazioni e abusi.

Evidentemente l’attuale maggioranza governativa appare ferma nel considerare la legge solo a tutela del mantenimento del proprio potere, mal sopportando che altri poteri dello Stato intervengano a verificarne il rispetto delle leggi dello Stato di diritto anche nei confronti della singola persona.

La Corte di giustizia Ue ha soltanto ribadito che, per rispetto dei diritti fondamentali di ciascuna persona, il giudice deve poter verificare se l’attribuzione di “Paese sicuro” stabilita con un atto legislativo sia valida per il caso specifico.

 


Testo presente anche sul Foglio periodico "Politicamente - Anno XXV Numero 3"