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L’Umbria è tornata al centrosinistra
di Pietro Pergolari
Novembre 2025
Non mi sembra si sia verificato in Umbria, negli ultimi dieci anni, uno stravolgimento degli elettori tale da indurre prima al voto per il centrodestra, poi ritornare alla vecchie abitudini.
Piuttosto, dopo decenni di governo di centrosinistra, c’era la sensazione di un sistema chiuso, in cui gli amministratori sembravano parlare solo tra loro e decidere tutto nelle segrete stanze, nella convinzione di sapere tutto e tutto poter fare, a modo loro e per sempre, come se i cittadini fossero incapaci di conoscere, partecipare e indicare le proprie esigenze; le scelte di fondo non sembravano frutto di progetti politici pensati e condivisi, ma esercizio di mero potere.
Poi la magistratura intervenne su alcuni fatti che, poco prima delle recenti elezioni, hanno portato alle condanne di primo grado; credo però che ciò sia stato avvertito dall’elettorato come la chiusura del cerchio, più che la constatazione di una storia tutta da condannare, che quindi non sia stato la causa di fondo del risultato elettorale.
Gli anni del governo di centrodestra non hanno fornito la sensazione di una politica capace di delineare una nuova identità convincente dell’Umbria, né prodotto risultati tali da far sperare in un futuro migliore; la sanità regionale, nonostante gli episodi titolati come sanitopoli, col centrosinistra funzionava; ora, anche se a ciò non è estraneo quanto accade in tutta Italia, non garantisce più il diritto alla salute per tutti; anche in Umbria molti rinunciano alle cure per mancanza di mezzi; il ricorso al privato non è possibile a tutti; una politica industriale non si è fatta notare.
La campagna elettorale della Presidente regionale eletta, Stefania Proietti che, è da ricordare, è una cattolica, non ha fatto pensare a un ritorno al centrosinistra del passato; ha piuttosto fatto avvertire un respiro nuovo alla politica, ricordando le radici culturali della regione, il patrimonio che ci hanno affidato S. Francesco e Aldo Capitini. Ha convinto quei cattolici che forse avrebbero infoltito l’alta percentuale degli astenuti (50%), ha persuaso un notevole numero di civici, riscoprendo l’essenzialità del dialogo, del parlare con tutti. Ha indicato linee per un ruolo dell’Umbria in Italia e nel mondo, scelte economiche, sociali e di sviluppo in chiave strategica e non per decisioni del momento e solo per il momento; queste scelte e l’energia nuova che la neo Presidente ha mostrato, hanno convinto.
C’è aria nuova in Umbria. Gli antichi personaggi del centrosinistra, alcuni rispettati e stimati, non sono più in primo piano e si affacciano nuovi protagonisti insieme ad alcuni già rodati nell’esperienza dell’opposizione, molti giovani si propongono; c’è da sperare che insieme ad essi la regione cresca e dia ai cittadini e all’Italia una speranza di ben-essere.
Testo presente anche sul Foglio periodico "Politicamente - Anno XXIV Numero 4"
