Democrazia e Istituzioni

Da dove ripartire

La vera crisi della politica

Giorgio Campanini

da: Avvenire - Venerdì 11 maggio 2018

La situazione di stallo che si è a lungo determinata nella politica italiana dopo il voto del 4 marzo è stata finora oggetto di molte, e attente riflessioni. Proprio mentre lo stallo potrebbe sciogliersi con il «contratto» che stanno negoziando il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio e la Lega di Matteo Salvini, vale la pena di soffermarsi su un aspetto della crisi in atto che sinora è rimasto in ombra. Un aspetto che va assai al di là dei limiti e delle debolezze dei partiti e movimenti oggi sulla scena. Potremmo considerarla e definirla una vera e propria mutazione antropologica.

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Ritorno al popolo: per un nuovo popolarismo

da Avvenire - 19 Maggio 2018

Lino Prenna

Nell’Opera omnia di Antonio Rosmini, in corso di avanzata pubblicazione in edizione critica, una sezione riguarda il suo pensiero politico, ampiamente sviluppato in vari saggi. Uno di questi reca come titolo Della sommaria cagione per la quale stanno o rovinano le umane società: un piccolo manuale di ricerca delle cause politiche che sostengono la crescita o determinano la caduta delle società moderne. Ne rileggo alcune pagine, per coglierne la lezione di sorprendente attualità, interpretativa dello scenario disegnato dalle urne del 4 marzo.

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La politica: professione come vocazione

Nel centenario della conferenza di Max Weber

17 Febbraio 2019

Lino Prenna

Articolo rilanciato da Avvenire il 23 Aprile 2019

Nel gennaio del 1919, mentre il prete siciliano Luigi Sturzo, con la nascita del Partito popolare, dotava la politica italiana di un potenziale etico di riscatto sociale, a Monaco di Baviera, il sociologo tedesco Max Weber, proponendo la politica quale professione e vocazione, ne definiva i criteri di eticità. Il 19 gennaio di quell’anno, in singolare coincidenza con l’Appello ai liberi e forti – significativa, certo, di comuni aspirazioni della nascente Europa democratica -, la Germania andava alle urne, dopo la caduta della monarchia e la proclamazione della repubblica nel novembre dell’anno precedente. Weber era stato tra i fondatori del partito democratico tedesco e aveva collaborato alla redazione della costituzione di Weimar.

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LA PUGLIA CON E PER L’EUROPA IN VISTA DELLE ELEZIONI 2019

Messaggio della Commissione regionale pugliese per i problemi sociali,
il lavoro, la giustizia, la pace e la custodia del creato.

Molfetta, 30 Marzo 2019

Tra qualche settimana anche i cittadini pugliesi saranno chiamati alle urne in occasione delle consultazioni che consentiranno al Parlamento europeo di rinnovarsi.

Pensiamo che sia importante non perdere l’occasione di esprimersi a favore di un Europa solidale che possa mettere al centro dei propri programmi la persona umana riprospettando così ciò che i Padri fondatori vollero proporre alle popolazioni duramente provate da due guerre che si erano succedute a distanza ravvicinata. L’Unione Europea ha saputo garantire in questi ultimi decenni un tempo lungo di non belligeranza che oggi si corre il rischio di non valorizzare a sufficienza.

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Impegno nella difesa dei diritti umani

COMUNICATO STAMPA - ACAT

Roma, 6 Maggio 2019

In occasione dell'incontro "Per un nuovo umanesimo europeo: popoli religioni culture" organizzato da Agire Politicamente - Coordinamento di cattolici democratici, che si terrà a Roma il 10 maggio presso l'Istituto Luigi Sturzo, ACAT Italia lancerà ufficialmente la campagna “Free and Fair Europe”, campagna promossa dalla Rete per i diritti dell'uomo e la democrazia ( HRDN) in vista delle elezioni europee, del 23-26 maggio. 

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GLI INTERESSI PIÙ DEI VALORI?

I cattolici italiani e le loro scelte elettorali

Giorgio Campanini

Avvenire - Editoriale, 9 Giugno 2019

Fra le questioni che l’elezione europea del maggio 2019 ha lasciato aperte vi è quella che fa riferimento al rapporto tra voto politico e atteggiamento religioso. In alcuni momenti della storia d’Italia è apparso assai stretto il nesso che collegava fra loro l’atteggiamento verso la religione (e, in generale, la pratica religiosa) e le scelte di voto dei cittadini. Per circa mezzo secolo la Democrazia Cristiana ha direttamente o indirettamente beneficiato di questo collegamento, dal quale sono derivate dapprima le sue fortune e poi le sue sfortune. Dopo la fine della Dc, con la progressiva frantumazione di quell’eredità politica e morale, e in assenza di formazioni politiche facenti esplicito e dichiarato riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa e, in generale, ai valori evangelici, questo nesso si è quasi del tutto spezzato e il voto dei cattolici, anche di quelli dichiaratamente praticanti, si è decisamente spostato dal punto dei valori (tutti, non solo alcuni) a quello degli interessi. Un fenomeno che riguarda l’intero corpo elettorale – anche il direttore di questo giornale insiste da tempo su tale processo – ma che nel caso dei cittadini-elettori cattolici più impegnati sta diventando particolarmente stridente e impressiona persino di più.

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