Cattolicesimo Democratico

L’umanesimo europeo, per una cultura della pace

di Alvaro Bucci

Pubblicata sulla Gazzetta di Foligno del 20 luglio 2025

L’umanesimo europeo, per una cultura della pace” è stato il tema dell’annuale assemblea nazionale dell’Associazione dei cattolici democratici “Agire politicamente” tenutasi di recente a Roma, seguita da una folta platea, in presenza e online, di soci e simpatizzanti. Un appuntamento, anche quest’anno, ricco di riflessioni offerte oltre che dal coordinatore nazionale di Agire Politicamente Lino Prenna, dallo scrittore e giornalista Claudio Sardo, dall’europarlamentare Camilla Laureti, nonché da Ambrogio Bongiovanni, dell’Università Gregoriana, Massimo De Simoni, vice coordinatore di Agire Politicamente, e Pierangelo Milesi, vice presidente nazionale delle Acli.

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SPIRITUALITA’ E POLITICA

di Pier Giorgio Maiardi

9 luglio 2025

Considerazioni in margine al “tavolo di confronto” svoltosi a Roma, presso la Libreria S. Paolo, il 28 giugno scorso, per la presentazione del libro di Lino Prenna “La società interiore. Una spiritualità politica”

Parlare di spiritualità nella politica sembra una fuga dalla realtà concreta ma una politica senza spiritualità non ha la possibilità di modificare una realtà imprigionata in logiche ristrette e ottuse. La politica è un’arte nobile, “la più alta forma di carità” (Pio XI 1927), e deve avere una dimensione spirituale che le dia motivazione, le consenta di individuare obiettivi validi e i modi più appropriati per perseguirli.

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Perdita del centro

 Lino Prenna

 da Adista News Notizie n° 4 del 01/02/2025

Con questo titolo, Hans Sedlmayr, uno dei maggiori storici dell’arte contemporanei e tra i fondatori dell’analisi strutturale, pubblicava, nella seconda metà del Novecento, un libro sulle arti figurative dei secoli XIX e XX come sintomo e simbolo di un’epoca. Non è un libro d’arte ma di analisi critica dell’epoca moderna di cui l’autore lamenta lo smarrimento per aver perso il “punto focale”, dove volgere lo sguardo e apre la questione del reinvestimento sacrale dell’arte, come rappresentazione di un auspicato ritorno del divino nel mondo.

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Quale futuro per C3dem?

di Pier Giorgio Maiardi

19 Marzo 2024

Il degrado della nostra vita democratica e la povertà della politica che, tramontate le ideologie, ha perso anche le idee e la progettualità, evidenziano l’urgente necessità di iniezioni rigeneranti e chiamano in causa tutti noi. In questa prospettiva riacquista evidenza e motivazione la questione della presenza nella politica dei cattolici che hanno le potenzialità per contribuire a ridare senso e sapore, come il sale nella minestra (ce lo ha detto Gesù Cristo!), alla nostra convivenza sociale!

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Osare la pace, vivere la fraternità, difendere la democrazia

Il contributo dei cattolici democratici alle grandi sfide

Alvaro Bucci

Roma, 1-2 Dicembre 2023

“Osare la pace, vivere la fraternità, difendere la democrazia – Il contributo dei cattolici democratici alle grandi sfide” è il titolo del convegno con cui il presidente dell’Associazione nazionale “I popolari”, Pierluigi Castagnetti, ha riunito le varie anime del popolarismo a discutere nei giorni 1 e 2 dicembre a Roma, al Centro Congressi di Largo Angelicum.

“Ci siamo ritrovati qui oggi perché abbiamo voglia di discutere di come va il mondo, di come va l’Italia. Era necessario perché non è che abbondino i luoghi in cui è possibile confrontarsi su questo”, ha esordito Castagnetti con la sua ampia relazione dando avvio ai lavori dell’annuale convegno dei cattolici democratici.

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Quando la Repubblica ha un Presidente

di Giovanni Pizzi

Settembre 2023

Il Presidente Mattarella il 21 Settembre, a Piazza Armerina, a conclusione della visita in Sicilia di Frank-Walter Steinmeier, Presidente della Repubblica Federale di Germania, si è espresso riguardo le regole europee per la gestione dei migranti. «Le regole di Dublino sono preistoria. Voler regolare il fenomeno migratorio facendo riferimento agli Accordi di Dublino è come dire “realizziamo la comunicazione in Europa con le carrozze a cavalli”. Era un altro mondo, quello. Non era cominciato quel fenomeno di immigrazione di massa che vi è. Quindi pensare e far riferimento - come alcuni Paesi dell’Unione fanno ancora - basandosi sugli Accordi di Dublino, è come fare un salto in un’altra era storica. È proprio una cosa fuori dalla realtà. Per questo occorre, però, uno sforzo in cui nessuno ha la soluzione in tasca, nessuno deve dettare indicazioni agli altri ma, insieme, cercarla velocemente, prima che sia impossibile governare il fenomeno, e trovare nuove formule, nuove soluzioni».

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