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L’umanesimo europeo, per una cultura della pace
di Alvaro Bucci
Pubblicata sulla Gazzetta di Foligno del 20 luglio 2025
“L’umanesimo europeo, per una cultura della pace” è stato il tema dell’annuale assemblea nazionale dell’Associazione dei cattolici democratici “Agire politicamente” tenutasi di recente a Roma, seguita da una folta platea, in presenza e online, di soci e simpatizzanti. Un appuntamento, anche quest’anno, ricco di riflessioni offerte oltre che dal coordinatore nazionale di Agire Politicamente Lino Prenna, dallo scrittore e giornalista Claudio Sardo, dall’europarlamentare Camilla Laureti, nonché da Ambrogio Bongiovanni, dell’Università Gregoriana, Massimo De Simoni, vice coordinatore di Agire Politicamente, e Pierangelo Milesi, vice presidente nazionale delle Acli.
Aprendo i lavori assembleari, Lino Prenna, oltre che rivolgere il saluto dell’Associazione a papa Leone XIV, ha proposto alcune riflessioni su papa Francesco muovendo da un discorso che tenne in occasione del premio Carlo Magno che gli fu conferito nel maggio del 2016. Che contiene un accorato richiamo, quasi un rimprovero paterno, addoloratissimo, nei confronti dell’Europa: “Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo, Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti, letterati? Che cosa ti è successo, Europa madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?”. Aggiungendo alla fine “Con la mente e con il cuore, con speranza e senza vane nostalgie, come un figlio che ritrova nella madre Europa le sue radici di vita e di fede, sogno un nuovo umanesimo europeo, «un costante cammino di umanizzazione», cui servono «memoria, coraggio, sana e umana utopia»”.
Proseguendo nella sua introduzione, il coordinatore di Agire Politicamente ha approfondito alcune questioni anche di natura etica e teologica e, infine, ancora riferendosi a papa Francesco, il tema del bene comune e della pace sociale, analizzando, dei quattro principi “che orientano specificatamente lo sviluppo della convivenza sociale”, descritti nell’esortazione Evangelii gaudium, quello del “tempo superiore allo spazio”, soprattutto dal punto di vista politico.
Secondo Prenna, come si legge nel suo libro Un nuovo umanesimo europeo, “La nuova coscienza europea non può che essere consapevolezza diffusa di una responsabilità comune per la realizzazione del progetto (com)unitario. Tale responsabilità, perché sia impegnativa di condivisione, può derivare solo da un fondamento etico. Per la nuova Europa, l’elaborazione di un ethos comune, quale figura della sua identità, è urgenza prioritaria che coincide con il processo di umanizzazione dei popoli, delle culture, delle religioni”. “Nell’Europa di oggi – aggiunge – i parametri etici sono poco evidenti. Tuttavia, la millenaria storia europea, segnata dal cristianesimo, ha prodotto una cultura delle regole che coincide con il modello stesso della sua democrazia”.
“L’Europa di De Gasperi e di Spinelli” è stato il tema svolto dal giornalista Claudio Sardo in un’ampia relazione che ha fatto seguito. “Ripensare De Gasperi e Spinelli – ha esordito - è utile non solo per un riesame storico, ma anche per trarre categorie che possono servire nell’oggi. Erano persone molto diverse Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli. Diverse per radici politiche e culturali, e per esperienze vissute. Condividevano però il sogno europeista. Anzi, consideravano l’Europa unita una necessità vitale e per questo si sono trovati per alcuni anni a lavorare insieme, uno a fianco dell’altro, con obiettivi comuni”.
Chiedendosi cosa univa un cattolico-democratico con un uomo che ha coltivato le sue idee di giustizia nelle organizzazioni clandestine della sinistra, Claudio Sardo ha precisato come “Li univa l’idea di Europa. Cioè una visione del mondo. La convinzione che democrazia, libertà e diritti eguali presto o tardi sarebbero stati messi in discussione”.
E, più avanti nella relazione, Sardo ha anche affermato che “Già oggi l’Europa è il caposaldo di ogni possibile progettualità dei cittadini europei. Chi lo nega, o chi non lo capisce, fa il gioco di quanti vogliono renderci sudditi”.
Nel progetto europeo – ha continuato - c’è il destino di una civiltà. Il futuro della democrazia, del welfare, della coesione interna, della persona come perno di un modello sociale. E’ questo che deve spingerci a colmare le lacune, tante, che ancora esistono nell’unità politica, nell’integrazione delle istituzioni, nelle barriere che tuttora si frappongono al mercato comune, agli investimenti comuni, alle strategie comuni.
De Gasperi e Spinelli compresero in anticipo l’inadeguatezza sia del modello funzionalista dell’Europa, sia il modello confederale, con Stati comunque dotati di zone di sovranità chiuse. La soluzione federalista – pur senza rigidi modelli precostituiti - era quella da ricercare. Per dotare l’autorità politica di una forza tale da garantire una direzione di marcia alla società del Continente e una tenuta delle istituzioni democratiche degli Stati, insieme alle loro prospettive sociali.
A proposito dell’attuale proposta di piano di riarmo europeo, per Claudio Sardo “E’ inutile negare che la difesa europea passi anche per armamenti nuovi e più moderni. E che il traguardo dell’esercito comune richieda tempi non brevissimi, e dunque l’avvio di investimenti anche per vie nazionali. Resta il fatto che la difesa non è soltanto armi. È tutto ciò che assicura sicurezza sociale, difesa della qualità della vita e dei valori della comunità. Sicurezza è anche garanzia e sviluppo della democrazia”.
Il problema – secondo Sardo – è che l’Europa sta arretrando. Dopo la svolta del Next Generation Eu, l’Europa sta virando verso destra, attratta da nuovi nazionalismi, da populisti che alimentano le paure e da moderati che li inseguono. “Ma l’Europa non è soltanto un obiettivo da perseguire. È proprio l’argomento con il quale controbattere ai nazionalisti per mostrare la loro prospettiva suicida, contraria agli interessi stessi dei cittadini europei”.
L’europarlamentare Camilla Laureti ha esordito intendendo riferirsi alla prefazione, nel libro “Un nuovo umanesimo europeo” di Lino Prenna, scritta da David Sassoli. Un riferimento alle sue osservazioni di allora, siamo nel 2019, all’inizio della penultima legislatura, per confrontarle con quanto di esse risulti attualmente e trarne delle opportune riflessioni.
L’europarlamentare ha richiamato alcuni significativi punti della prefazione. In un primo di tali punti David Sassoli osserva come si stia vivendo “un tempo di forti cambiamenti” e si riferisce alla crisi economica, ai cittadini che sono impauriti, che “vivono in situazioni di disagio” e quindi alle conseguenti strumentalizzazioni da parte di “coloro che vogliono dividerci e renderci più deboli”.
Al riguardo l’on. Laureti ha osservato come ancora oggi più che mai viviamo tempi di forti cambiamenti. In questo momento, infatti, “guardando al Parlamento europeo attuale e guardando anche chi guida i governi dei 27 Paesi europei, è difficile pensare che l’Europa possa fare passi avanti”, e ciò perché se sovranisti e nazionalisti si mettessero insieme sarebbero il primo o secondo gruppo europeo che pensa solo agli interessi di ciascun proprio Paese. Un secondo punto della prefazione è quello in cui Sassoli afferma che “Se dovessimo tornare indietro, come alcuni vorrebbero, non solo non avremmo più la possibilità di affrontare i problemi ma metteremmo in gioco la pace tra le Nazioni europee”. E infine l’ultimo, in cui afferma che “Rafforzare l’Europa vuol dire rispondere alla concorrenza di potenze come Cina e Stati Uniti ed avere nei rapporti con la Russia e la Turchia doti di dialogo e di fermezza basati sui valori della democrazia e dello stato di diritto”. Due punti, due passaggi della prefazione che hanno indotto l’europarlamentare ad un’ampia serie di riflessioni, alla luce dei cambiamenti che si sono verificati, a cominciare dalle conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina e fino alle elezioni USA di Trump. “Difendere l’Ucraina – ha sottolineato tra l’altro – significa riaffermare e difendere i valori europeisti, i valori dello Stato di diritto”.
Sull'argomento vedi anche:
- SPIRITUALITA’ E POLITICA di Pier Giorgio Maiardi
- Una spiritualità politica per rigenerare la democrazia
