Due Convegni per una proposta valida

Pier Giorgio Maiardi

24/10/2024

Per i prossimi giorni si annuncia la celebrazione di due convegni paralleli e collegati, con il medesimo scopo, nella stessa data e in due sedi diverse, uno a Milano e l’altro ad Orvieto. Non può non far piacere che qualcuno tenti di dare vita, contenuto e senso ad una politica che langue, priva di pensiero e di ideali, giustificata, dal governo, solamente con lo slogan generico e vuoto del “bene per i cittadini”.

Chi pare destarsi dal letargo, convocando i due convegni, si richiama al cattolicesimo democratico, al socialismo ed al liberalismo (non liberismo), le tre culture che hanno ispirato e scritto la nostra Costituzione. Una Carta su cui è fondata la nostra repubblica e la nostra democrazia e in cui diciamo di riconoscerci tutti, senza renderci conto che attualmente il nostro paese è governato da una maggioranza che si ispira ad una cultura estranea a quella della Carta Costituzionale che è nata per contrapporsi radicalmente al fascismo, fascismo effetto estremo a cui aveva condotto l’esasperazione degli ideali che ispirano l’attuale maggioranza di governo. Una maggioranza costituita da componenti che, fin dalla destra di Berlusconi, ha manifestato, e avviene tuttora, l’intenzione di modificare la Costituzione in alcuni dei pilastri su cui si fonda.

Quindi benvenuta una reazione che si opponga alla deriva assunta dalla politica che ora regola i rapporti fra gli Stati e all’interno della maggioranza di essi, una proposta che dia sapore e credibilità ad un’alternativa che interrompa la spirale in cui ci stiamo avviluppando.

Infatti non sappiamo fare a meno della guerra e quando ci accorgiamo della sua tragicità non sappiamo come fermarla; ci abbandoniamo all’impero della logica del capitale e del profitto che favorisce un sempre più limitato numero di soggetti e condanna all’emarginazione, fino alla soppressione delle condizioni di sopravvivenza, una sempre maggiore quantità di persone; consideriamo nemico da respingere lo straniero che fugge da situazioni di guerra e di privazione della libertà, e così non governiamo il fenomeno della emigrazione di massa; esaltiamo il primato e il presunto interesse nazionale senza renderci conto che abbiamo necessità vitale di avere un rapporto pacifico e collaborativo con tutti i paesi  e con tutti i popoli, di qualunque etnia e di qualunque credo religioso.

Le tre ispirazioni culturali che abbiamo citato trovarono l’intesa su una base comune su cui costruirono la Costituzione, e quindi su una comune idea di paese, che stabilisce l'eguaglianza dei cittadini che hanno pari diritti senza distinzione di sorta, il dovere della solidarietà fattiva, il diritto al lavoro e quindi l’impegno della Repubblica a rendere effettivo questo diritto, il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione nei rapporti internazionali, l’accoglienza dello straniero a cui, nel suo paese, sia impedito l’effettivo esercizio delle libertà democratiche… un disegno che rappresenta le condizioni indispensabili ad una convivenza pacifica fra gli Stati e i popoli, le condizioni che, guarda caso, nelle parole di papa Francesco giudichiamo poetiche e non appartenenti a questo mondo e che invece ci rendiamo conto che rappresentano le condizioni, uniche, che possono garantire la sopravvivenza del genere umano! Queste condizioni devono rappresentare l’obiettivo ultimo di una politica illuminata e guidare il loro faticoso raggiungimento attraverso l’impegno quotidiano di chi si pone, attraverso l’impegno politico, a servizio della comunità.

Chi ha convocato il Convegno di Milano, quello di stampo cattolico democratico, ha dichiarato saggiamente che non intende fondare un “partito cattolico”, anche perché c’è da sperare che si sia finalmente capito che “cattolico” significa universale e non può caratterizzare una parte, mentre il Convegno di Orvieto è convocato da un’associazione che pare voglia rimanere tale. Entrambe le iniziative, però, nascono da una giusta reazione all’attuale politica, oltre che della maggioranza che governa, anche dell’opposizione incapace di far trasparire una valida e attraente alternativa e  dovranno guardarsi dal pericolo dell'inutilità di tante iniziative analoghe già celebrate con rumore e attese deluse. Innanzitutto dovranno assumere la responsabilità propria di chi proviene dalle culture che hanno fondato la nostra democrazia. E credo che questo valga soprattutto per i cattolici che finalmente dovranno capire che l’originalità e la novità che li caratterizza è la “messa a terra”, come si dice ora, del messaggio evangelico predicato da papa Francesco.

Quindi, a mio parere, le strade da percorrere sono due, da battere contemporaneamente: la prima, quella dell'educazione alla cultura della democrazia utilizzando gli strumenti che giungono ai cittadini e li coinvolgono nel seguire e valutare puntualmente e criticamente la politica e le sue scelte, come si svolge quotidianamente, come è e come potrebbe svolgersi in alternativa. Gli strumenti da utilizzare a questo scopo sono quelli offerti provvidenzialmente dalla tecnologia: un portale che consente di raccontare fatti e di esprimere pensieri ed opinioni con possibilità di interlocuzione e il social che permette l’immediatezza d’intervento. A questo fine la rete alla quale noi stessi aderiamo - "Costituzione, Concilio, Cittadinanza" (c3Dem) -, potrebbe dichiarare la disponibilità del portale, creato con questa finalità ed oggi utilizzato al di sotto delle sue potenzialità.

Relativamente al secondo percorso si tratta di “fare la politica”,  quella delle scelte concrete, della mediazione responsabile, in cui si può e si deve avere la capacità di incidere e la possibilità di prevalere nelle competizioni elettorali: è qui che occorre evitare la tentazione di fondare l’ennesimo partitino dell’"uno virgola", e ricordare che qualche anno fa cattolici, socialisti e liberali fondarono il Partito Democratico ed è all’interno di quel partito che le tre ispirazioni che hanno scritto la Costituzione devono essere capaci di trarre da essa una proposta credibile e cooperare efficacemente, evitando dannose rivalità ed emarginazioni, alla costruzione del futuro del nostro paese!


 Sul tema, vedere anche: 2025 - Partecipazione dei cattolici italiani alla politica