La caratterizzazione dei cattolici è tornata tema d’attualità

Pier Giorgio Maiardi

28/1/2025

Lasciamo il linguaggio di centro o di sinistra e andiamo alla sostanza del motivo e del fine per cui  facciamo politica. Il rimprovero che credo debba farsi al PD ed alla Schlein non è di essere troppo di sinistra e al Convegno di Milano di aver collocato i cattolici democratici al centro chiedendo uno spazio per loro dentro o fuori del partito, ma piuttosto di mancare di una proposta politica concretamente alternativa alla destra di governo. Ed è sulla costruzione di questa proposta che i cattolici democratici devono basare la loro richiesta di avere voce.

Quando, a Milano, ad esempio, Castagnetti lamenta che nel PD non si parla di famiglia denuncia chiaramente la mancanza di una proposta politica che includa questo tema che non è da poco: è evidente che non si chiede al PD di imitare la radicalità dei movimenti pro-famiglia né di abbandonare la difesa dei diritti individuali ed il rispetto della diversità; una cosa non esclude l’altra, la nostra società è plurale ed esiste la complessità, è doveroso scoprire i valori positivi e farne crescere la consapevolezza e la condivisibilità.  Come la famiglia, sono valori sociali pure l’ eguaglianza dei diritti individuali che comporta il diritto, per tutti, alla tutela della salute, l’equità fiscale, il benessere condiviso, quello che noi chiamiamo “bene comune”,  che non è la media del livello di benessere di ciascuno ma l’assicurazione a tutti del maggior benessere possibile. Sul piano internazionale, i valori che la politica, nel nostro tempo, deve perseguire sono i rapporti di collaborazione e solidarietà fra gli Stati, le alleanze, gli organismi internazionali di incontro, di dialogo e di intesa, gli organismi sovranazionali accettati pacificamente da tutti gli Stati. E’ sul perseguimento di questi obiettivi che si deve costruire una proposta politica con la capacità di percepire quali scelte li favoriscano e quali li ostacolino: nella nostra realtà è dubbio che scelte di favore, o di indifferenza, per il capitalismo ed il profitto riservato ad una élite possano rispettare i diritti di eguaglianza e di equità e le scelte conseguenti non aumentino le differenze economiche e sociali, così come l’esaltazione del merito rischia di mortificare ed emarginare i deboli, un welfare basato sulla convenienza economica favorisce i ricchi ed esclude i poveri. Una politica che esalta oltre misura l’orgoglio nazionale e che persegue l’amicizia ed il favore dei potenti, qualunque politica essi perseguano, rischia di ostacolare, se non addirittura distruggere, qualsiasi intesa internazionale basata sulla solidarietà e la cooperazione. Così come rischia l'incomprensione per fenomeni sociali come la immigrazione di massa e l'incapacità di affrontarli rispettando i principi elementari di umanità e di solidarietà. Per un cattolico si tratta di una politica ispirata ai principi del Vangelo, per un non credente si tratta di una politica giustificata dal buon senso.

L’addebito che credo debba essere fatto alla Schlein ed alla sua segreteria è di uno sbilanciamento ostentato per i diritti individuali che oscurano volutamente alcuni importanti valori sociali su cui si costruisce la comunità; ne deriva una proposta monca che può, giustamente, insospettire ed alienare il consenso di una parte degli elettori, in particolare di quelli di fede e di cultura cattolica.

Dobbiamo pretendere che il PD accolga, con quelle ispirate dal socialismo e da un sano liberalismo, questa cultura e consenta, al proprio interno, un dialogo costante su un piano di eguale rispetto: questo è un momento di povertà di pensiero e di ispirazione ideale, è un tempo in cui prevale l’istinto che provoca azioni e reazioni inconsulte e non sempre razionali e la presenza di un partito capace di pensiero, di ispirazione e di proposta può rappresentare una condizione indispensabile per la sopravvivenza della democrazia.


 Sul tema, vedere anche: 2025 - Partecipazione dei cattolici italiani alla politica