Agire Politicamente

Lettera del presidente di C3dem

in apertura al portale

 

 

Guido Formigoni

Carissime e carissimi,

da qualche mese è online www.c3dem.it. Il nuovo portale espressione di una ventina di associazioni, che vuol creare e arricchire “una rete tra cattolici e democratici”. C’è nel paese una sensibilità spirituale, culturale e politica, legata a un profonda scelta di fede ed ecclesialità ispirata al Vaticano II, a una solida concezione laica della politica, a una cultura politica sinceramente riformatrice e pervicacemente tesa a pace, giustizia, democrazia. E’ una sensibilità da arricchire, aggiornare, sviluppare, ma soprattutto da rendere visibile, da condividere per non disperderla.

Il portale è un’occasione inedita e privilegiata per questo impegno. Contiene contenuti originali più o meno approfonditi (30 righe, articoli), voci delle associazioni (appuntamenti, mondo c3dem), ricche rassegne giornalistiche e del dibattito sul web e sulle riviste. Molto materiale per capire e crescere assieme.

Cosa ti chiediamo?

Primo: utilizzare il portare, scaricare il materiale, commentare i post. Facciamolo diventare un luogo vivo di una rete in atto.

Secondo: farlo conoscere. Basta un clic, un inoltro, un rilancio sui social network. Dobbiamo allargare il giro dei conoscenti. Siamo in tanti, dobbiamo diventare ancora di più.

Terzo: sostenere le nostre spese. Il web è poco costoso, ma c’è molto lavoro dietro al portale, non è un blog gestito nel tempo libero. Basta poco (10 euro l’anno?), ma da parte di tutti e di ciascuno. Ti chiediamo lo sforzo di fare un bonifico sul conto IT86T0335901600100000067110 (mandaci per e-mail  i tuoi dati e ti arriverà ricevuta).

Grazie per l’attenzione e buona strada. Facciamo crescere la rete! Annoda anche tu una maglia!

 

Natale 2012

 

NATALE 2012

un NATALE di SPERANZA

Auguri cordiali!

 

“ E colui che sedeva sul trono disse: « Ecco, io faccio nuove tutte le cose », e soggiunse: « Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci » ” (Ap. 21,5)


“ Il senso di responsabilità ci detterà quello che delle riforme è ora possibile. Ma perché corrispondere a questo sentimento, questo spirito di riforma, questo spirito di volontà di lavoro per il popolo e la giustizia sociale, anche se la situazione ci costringe a ritardare certe applicazioni? Perché abbiamo dentro di noi questa fede così potente, per ragioni non di struttura, non di forma, ma per ragioni di spirito; perché in noi sentiamo una vocazione verso la perfezione sociale la quale è la stessa vocazione del nostro spirito ” (De Gasperi, 1947)

 

         Agire Politicamente

coordinamento di cattolici democratici

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aderente a "Costituzione, Concilio, Cittadinanza" – per una rete tra cattolici e democratici - www.c3dem.it
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Riflessione programmatica su “Agire Politicamente per una nuova speranza politica”

APPUNTI dalla riunione del Consiglio Nazionale di Agire Politicamente allargata ai partecipanti al Seminario " “A SCUOLA DAL CONCILIO - Laicità cristiana e spiritualità laicale""

Valdragone (Rep. S.Marino)

25 Agosto 2012


Introduzione:

Si tratta di operare per un ritorno alla politica, un ritorno della politica: urgenza di porre fine all’attuale “periodo provvisorio” giustificato dalla “salvezza del paese”. Occorre riconciliare la gente con la politica: non vi può essere un “Monti dopo Monti”.

Tutti ci muoviamo nell’ambito della politica, sia che si tratti di prepolitica, che di politica e che, anche, di antipolitica ma ciò che difetta è la capacità di lettura e di interpretazione della situazione attuale e la capacità di progettazione: da ciò, l’incombenza del presente e la crisi del futuro.

Il lungo periodo berlusconiano ha provocato un grave degrado, quasi una mutazione antropologica: su questo  il mondo cattolico tarda a fare una autocritica, una purificazione della memoria. “Todi” tende a creare un “soggetto di interposizione politica”, un soggetto prepolitico, che favorisca probabilmente una formazione politica di centro capace di raccogliere lo svuotamento del PdL.

Agire Politicamente, pur non contrapponendosi all’iniziativa di “Todi”, ha scelto il bipolarismo e considera superflua una formazione di centro; ha scelto il centro sinistra perché lo considera conforme alla propria impostazione statutaria e luogo più coerente con la ispirazione cattolico democratica. Ritiene che un cattolicesimo dialogico rappresenti la vocazione cattolico democratica: occorre confrontarsi con le diversità. Da qui l’interesse per il Partito Democratico come ipotesi, pur di problematica realizzazione, di incontro fra diversità di ispirazioni su un denominatore comune: l’esperienza del Comitato dei diritti del PD è da considerarsi positivamente circa la possibilità di favorire l’evoluzione di una sintesi.

Circa i diritti “non negoziabili”, la cui difesa anche “Todi” considera prioritaria, si ritiene impropria tale dizione perché i “principi”, proprio perché tali, non sono mai negoziabili: non si tratta di relativizzare i principi ma di tradurli in attuazione concreta, seppure parziale, nel massimo grado possibile di condivisione con una società plurale. Qui sta il rispetto per la laicità delle istituzioni.

C’è tuttavia, anche all’interno della nostra associazione, chi ritiene che la gravità dell’attuale situazione esiga la realizzazione di qualcosa di più di una presenza “prepolitica”: si tratterebbe di favorire e sostenere una presenza diretta nell’ambito politico.

 

Interventi e discussione:

-  La presenza dei cattolici nell’ambito sociopolitico non può esprimersi come una componente che si contrappone alle altre componenti in funzione del “potere”, ma come presenza che interroga, sollecita, propone nello stile del sale e della luce di cui parla il Vangelo. Questa funzione è assai esigente perché richiede la capacità di interpretare e discernere la realtà e di proporre: privilegia i contenuti su cui oggi occorre affaticarsi;

-  Non si tratta di un “ritorno” alla politica ma di fare nuova la politica perché tutto è cambiato: il vero soggetto oggi è l’Europa perché le autonomie nazionali non esistono più e la loro sovranità assoluta è andata in crisi; si tratta di ripensare la democrazia e di come assoggettarle la tecnocrazia; attardarsi su modelli passati significa andare verso il nulla; pensare ad un ordinamento europeo che ponga al primo posto il Parlamento europeo e la creazione di pesi e contrappesi che garantiscano la democrazia; occorre favorire un ricambio generazionale: i giovani hanno bisogno di spazio e la nostra generazione non può porsi come esempio da imitare;

-  L’Europa non cresce perché non correggiamo i difetti nazionali; quanto alla presenza dei cattolici positiva è stata la scelta di costituire una rete di associazioni cattolico democratiche ma la effettiva realizzazione della rete e la sua efficacia è ostacolata da atteggiamenti particolaristici e dalla non piena sintonia sugli obiettivi da perseguire;

-  Perplessità sulla opportunità che Agire Politicamente indichi formule politiche e sulla scelta del bipolarismo: questo, infatti, impone alleanze, spesso fragili e contraddittorie e contiene pericoli per la tenuta della democrazia; il giudizio sul governo Monti non può essere assolutamente negativo anche se il suo operato è condizionato dalla maggioranza di centrodestra di forte cultura liberista; quanto all’Europa non c’è dubbio che essa rappresenti una grande prospettiva da cui non si può prescindere; Agire Politicamente ha la responsabilità di leggere i segni dei tempi e di porre segni: si tratta di vivere più radicalmente la fede cristiana e di individuare piste per affermare i principi del cattolicesimo democratico; privilegiare il dialogo con gli altri: la rete delle associazioni non deve evidenziare troppi particolarismi ma affermare una posizione su cui far convergere il dialogo più ampio come segno di una presenza cristiana;

-  Circa i “valori non negoziabili” occorre rimuovere una mistificazione: non si può imporre a tutti ciò in cui noi crediamo e dare una importanza sproporzionata allo Stato;

-   Il governo Monti è giustificato dalla emergenza; l’associazione deve operare nel presente per contribuire a creare le condizioni per un ritorno dei Partiti al governo del Paese;

-   esiste ancora un “gap” fra i principi che enunciamo e ciò che attuiamo: occorre ragionare sui modi di presenza e di iniziativa dell’associazione; è necessario superare l’individualismo e l’autoreferenzialità e far crescere gli altri, curare i rapporti e far nascere realtà territoriali di cui occorre curare la continuità e l’iniziativa; concretizzare qualche proposta;

-  la classe politica ha perso la credibilità ma non si può cedere al giovanilismo: l’esperienza rappresenta una risorsa; non si possono misconoscere, nell’attuale situazione, i meriti di Napolitano e di Monti, ovviamente con luci ed ombre; impegnarsi per una corretta interpretazione dei temi etici nel rispetto dei diritti delle persone; nella prospettiva europea si deve auspicare la disponibilità, da parte di tutti gli Stati, a cedere un po’ di autonomia e di autorità;

-  sarebbe utile collegarsi ad associazioni di ispirazione analoga alla nostra presenti in altri stati europei per una iniziativa concordata; la rete rappresenta, comunque, una voce di nicchia se non dispone di mezzi di comunicazione autorevoli: sarebbe forse opportuno, a questo scopo, verificare la possibilità di stabilire un rapporto con Famiglia Cristiana;

-  la critica nei confronti del governo Monti, oltre che in ordine all’anomalia che esso rappresenta rispetto alla democrazia, deve essere netta soprattutto sulla linea seguita e le misure assunte: si sono privilegiate le banche e non ci si è preoccupati delle persone, l’IMU ha gravato in modo eccessivo sulle piccole imprese….c’è chi non può sopravvivere, si rischia la rivoluzione; è urgente mettere in campo una linea diversa.

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Vedi dossier sul seminario: “A SCUOLA DAL CONCILIO - Laicità cristiana e spiritualità laicale"

A SCUOLA DAL CONCILIO

Laicità cristiana e spiritualità laicale

Seminario aperto a tutti: rappresenta un'utile occasione di conoscenza, riflessione e confronto.

è l'appuntamento di agosto di Agire Politicamentevedi gli altri eventi del 2012

Valdragone - Repubblica di San Marino

da Giovedì 23 a Domenica 26 Agosto 2012

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Vedi appuntamento: “A SCUOLA DAL CONCILIO - Laicità cristiana e spiritualità laicale"

Programma: "A SCUOLA DAL CONCILIO"

Indicazioni per raggiungere l'Hotel San Giuseppe in Valdragone (RSM)

Vedi sintesi dei lavori

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Documentazione dei lavori

 

Giovedì 23 agosto

  • In apertura del Seminario …Lino Prenna, coordinatore nazionale di Agire Politicamente
  • Il Concilio Vaticano II: quale ermeneutica?Lino Prenna

documento associato:

Il Concilio Ecumenico Vaticano II: l’intenzione, l’attuazione, la recezione

l'intervento:





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 Venerdì 24 agosto

l'intervento:





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 Sabato 25 agosto

 

 

Tavolo di confronto (appunti) con la partecipazione di:

Giuseppe Boschini (vice sindaco di Modena); Giuseppe Bottazzi (Circolo di Cultura “G.Toniolo”, Reggio E,) Eugenio Caggiati (Ass. Il Borgo – Parma), Giampietro Cavazza (Centro L.Ferrari- Modena), Domenico Cella (Istituto De Gasperi Emilia Romagna), Emanuele Guidi (Ass. Ephedra – S.Marino), Everardo Minardi (Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche- Faenza), Carlo Pantaleo (Ass. Nuove Generazioni- Rimini).

Moderatore Pier Giorgio Maiardi

Vedi Riflessione programmatica su “Agire Politicamente per una nuova speranza politica”

    • Il cattolicesimo democratico: laicità e prossimità della politica - Pierluigi Castagnetti, parlamentare

l'intervento:





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A SCUOLA DAL CONCILIO: Laicità cristiana e spiritualità laicale

Sintesi dei lavori

Seminario di formazione di Agire Politicamente

23-26 agosto 2012

Alvaro Bucci

“Con il Concilio, la Chiesa, con spirito pastorale, ha inteso porsi in ascolto dell’umanità per condividere le sue gioie e le sue speranze, le sue tristezze e le sue angosce: qui sta la novità del Concilio che riconcilia la Chiesa con la modernità e la pone in atteggiamento di comprensione di sé e del mondo.

La polemica che si è sviluppata ora sul carattere di continuità o, invece, di discontinuità del Concilio nella vita della Chiesa può essere superata considerando che l’evento conciliare ha rappresentato continuità rispetto alla storia ed all’ansia apostolica della Chiesa, ma discontinuità rispetto al rapporto della Chiesa con il mondo. Senz’altro il Concilio rappresenta un  evento dello Spirito e come tale deve essere accolto e aiutato a svilupparsi nella Chiesa”. Così il prof. Lino Prenna, coordinatore nazionale di “Agire politicamente”, ha puntualizzato nella  sua relazione introduttiva all’ultimo dei seminari formativi estivi dell’Associazione svoltosi a fine agosto a San Marino. Un seminario che aveva messo a tema generale  “A scuola dal Concilio: laicità cristiana e spiritualità laicale”.

La “laicità”, quindi, è stato il tema centrale che ha caratterizzato le relazioni di Piergiorgio Grassi, dell’Università di Urbino, su  “Laici nella Chiesa, cristiani nel mondo: la laicità cristiana”, di Carla Mantelli,  segretaria cittadina del PD di Parma e già consigliera comunale a Parma, su “La spiritualità laicale nell’impegno politico”,  e dell’on. Pierluigi Castagnetti su “Il cattolicesimo democratico: laicità e prossimità della politica”.

Piergiorgio Grassi, ha evidenziato come i passi dei documenti, dalla Lumen gentium alla Gaudium et spes, che trattano il tema dei laici, testimonino abbondantemente  l’entrata in circolo di una concezione della Chiesa fortemente comunitaria in cui i laici, per la loro condizione battesimale, “ricevono da Cristo stesso un ruolo attivo di edificazione e di fermento nel mondo”. Riferendosi in particolare alla LG, richiamatone il secondo capitolo dove si parla diffusamente della Chiesa come popolo di Dio entro cui trovano cittadinanza tutti i battezzati, si è soffermato ad analizzare il capitolo quarto dello stesso documento che segna una “progressione tesa a sottolineare  il riferimento diretto che i laici hanno nella Chiesa a Cristo Gesù”, con l’indicazione di una pari dignità fra gerarchia e laicato, per cui l’identità di quest’ultimo non si configura a partire dalla sua subalternità, ma si fonda  sulla dignità comune a tutto il popolo di Dio interamente costituito come “regno di sacerdoti”. Ha richiamato quindi la GS a partire dalla precisazione, sempre nell’ambito di una ecclesiologia di comunione, che la missione della Chiesa nell’ordine temporale deve tener conto delle leggi che governano le realtà terrene le quali mantengono una relativa autonomia  rispetto al fine ultimo e sulle quali valgono soprattutto la competenza e la capacità dei laici. I quali, nell’operare nella polis di tutti e camminando con l’umanità tutta, sono responsabili del proprio agire alla luce della sapienza cristiana.

Parlare di spiritualità laicale nell’impegno politico, secondo Carla Mantelli,  significa chiedersi come si vive “nello Spirito”, come si vive “in compagnia di Gesù” e testimoniando la fede in Gesù, facendo politica. Non si tratta di parlare della spiritualità come di qualcosa che va coniugata con la politica, come se la spiritualità fossero le preghiere, i sacramenti e gli esercizi spirituali a cui essere coerenti facendo politica. Ma è proprio facendo politica in un certo modo, cioè come atto di carità, come amore per Dio e per il prossimo, che si vive la comunione con Cristo attraverso lo Spirito. Quindi, vivere la politica nello Spirito implica certamente una vita comunitaria e sacramentale, implica incontrare il Signore nella preghiera, nei fratelli e sorelle nella fede e attraverso i segni sacramentali. Ma implica anche, in secondo luogo, assumere lo stile della laicità che tende a non confondere il contenuto della fede con i contenuti delle proposte politiche che i credenti fanno, le quali sono sempre limitate, discutibili, parziali, motivate razionalmente ed anche negoziabili (per questo il pluralismo politico dei credenti è indispensabile). E vivere la politica nello Spirito – ha aggiunto infine la Mantelli – implica vivere le Beatitudini, innanzitutto perché facendo politica noi cristiani non cerchiamo solo di fare cose giuste, ma di vivere e testimoniare e “fare emergere dalla storia la beatitudine del Regno.

Pierluigi Castagnetti,  definito il cattolicesimo democratico come l’esperienza dell’ incontro tra la dottrina cristiana e la democrazia, ha sottolineato come i cattolici democratici  siano quelli che si assumono la responsabilità delle loro decisioni e che hanno accettato fino in fondo il metodo della democrazia. Ed ha ricordato al riguardo innanzitutto il discorso di Caltagirone di Luigi Sturzo secondo cui questa assunzione di responsabilità da parte dei laici cattolici rispetto alla storia e, quindi, nella politica, è finalizzata a liberare la Chiesa dall’onere di occuparsi di queste cose. Ed a proposito dei così detti “valori non negoziabili”, ha ricordato ancora il discorso di Aldo Moro al Congresso di Napoli della D.C. del 1962 secondo cui i “principi fondamentali” della nostra fede subiscono un salto di qualità quando si proiettano sul piano politico. Il piano, cioè, della storia, in cui quei principi debbono essere definiti in modo da poter essere ascoltati ed accolti anche da chi non ha la fede. “E’ questo il nostro modo di servire la Chiesa, con la nostra autonomia” ha sottolineato Castagnetti, che ha richiamato al riguardo il punto 31 della LG ed il vigente Codice di diritto canonico che al canone 227 afferma che “ è diritto dei fedeli laici che venga loro riconosciuta nella realtà della città terrena quella libertà che compete ad ogni cittadino; usufruendo tuttavia di tale  libertà, facciano in modo che le loro azioni siano animate dallo spirito evangelico e prestino attenzione alla dottrina proposta dal magistero della Chiesa, evitando però di presentare nelle questioni opinabili la propria tesi come dottrina della Chiesa”.

Castagnetti ha poi proseguito compiendo un’ampia analisi delle questioni più rilevanti che la politica è chiamata ad affrontare, da quelle della globalizzazione a quelle dei valori non negoziabili, etici, sensibili. Questioni, queste ultime, che, alla luce della presente realtà sociale, possono trovare soluzione, da parte dei cattolici impegnati in politica, con la laicità, l’autonomia e con il senso della storia. E a proposito della rilevanza dei cattolici in politica, ha evidenziato come la loro forza sia legata alla loro intelligenza, alla loro capacità di iniziativa e di apportare soprattutto idee.

Altro momento di riflessione, programmato nel seminario, è stato offerto dal biblista don Battista Pansa con un’ampia relazione sulla spiritualità laicale di Giuseppe Toniolo.

Interessante anche il Tavolo di confronto sul tema “Da cristiani per rigenerare la politica”, moderato da Pier Giorgio Maiardi, con la partecipazione di Giuseppe Boschini (vice sindaco di Modena), di Giampiero Cavazza (Centro L. Ferrari, Modena), di Domenico Cella (Istituto De Gasperi), Emanuele Guidi (Associazione Ephedra, San Marino), Everardo Minardi (Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche, Faenza) e Carlo Pantaleo (Associazione Nuove Generazioni, Rimini). Ne è emerso un insieme di appassionate analisi della realtà economica, sociale e politica attuale e di indicazioni per ridare motivazioni alte alla politica, avendo presente l’esigenza di un disegno nuovo di società da costruire, con il contributo non marginale dei cattolici. Che potranno acquisire rilevanza attraverso la capacità di ben individuare e conoscere i problemi e di proporre soluzioni.

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Vedi dossier sul seminario: “A SCUOLA DAL CONCILIO - Laicità cristiana e spiritualità laicale"

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