Democrazia e Istituzioni

ODISSEA DALLA POLITICA

Comunicato stampa del presidente di Pax Christi Italia

Pavia, 21 marzo 2011
Mentre parlano solo le armi, si resta senza parole. Ammutoliti, sconcertati. Anche noi di Pax Christi, come tante altre persone di buona volontà.

Il regime di Gheddafi ha sempre mostrato il suo volto tirannico. Pax Christi, con altri, ha denunciando le connivenze di chi, Italia in testa, gli forniva una quantità enormi di armi senza dire nulla, anche dopo la sua visita in Italia “sui diritti umani violati in Libia, sulla tragica sorte delle vittime dei respingimenti, su chi muore nel deserto o nelle prigioni libiche. Il dio interesse è un dio assoluto, totalitario, a cui tutto va immolato. Anche a costo di imprigionare innocenti, torturarli, privarli di ogni diritto, purché accada lontano da qui. In Libia.” (Pax Christi 2 settembre 2010).

Il Colonnello era già in guerra con la sua gente anche quando era nostro alleato e amico!

Non possiamo tacere la triste verità di un’operazione militare che, per quanto legittimata dal voto di una incerta e divisa comunità internazionale, porterà ulteriore dolore in un’area così delicata ed esplosiva, piena di incognite ma anche di speranze. Le operazioni militari contro la Libia non ci avvicinano all’alba, come si dice, ma costituiscono un’uscita dalla razionalità, un’ “odissea” perchè viaggio dalla meta incerta e dalle tappe contraddittorie a causa di una debolezza della politica.

Di fronte a questi fatti, vogliamo proporre cinque passi di speranza e uno sguardo di fede.

1) Constatiamo l’assenza della politica e la fretta della guerra. E’ evidente a tutti che non si sono messe in opera tutte le misure diplomatiche, non sono state chiamate in azione tutte le possibili forze di interposizione. L’opinione pubblica deve esserne consapevole e deve chiedere un cambiamento della gestione della politica internazionale.

2) Si avverte la mancanza di una polizia internazionale che garantisca il Diritto dei popoli alla autodeterminazione.

3) Non vogliamo arrenderci alla logica delle armi. Non possiamo accettare che i conflitti diventino guerre. Teniamo desto il dibattito a proposito delle azioni militari, chiediamo che esse siano il più possibile limitate e siano accompagnate da seri impegni di mediazione. Perchè si sceglie sempre e solo la strada della guerra?  Ce lo hanno chiesto più volte in questi anni i tanti amici che abbiamo in Bosnia, in Serbia, in Kosovo, in Iraq.

4) Operiamo in ogni ambito possibile di confronto e di dialogo perché si faccia ogni sforzo così che l’attuale attacco armato non diventi anche una guerra di religione. In particolare vogliamo rivolgerci al mondo musulmano e insieme, a partire dall’Italia, invocare il Dio della Pace e dell’Amore, non dell’odio e della guerra. Ce lo insegnano tanti testimoni che vivono in molte zone di guerra.

5) Come Pax Christi continuiamo con rinnovata consapevolezza la campagna per il disarmo contro la produzione costosissima di cacciabombardieri F-35. Inoltre invitiamo tutti a mobilitarsi per la difesa della attuale legge sul commercio delle armi, ricordiamo anche le parole accorate di d.Tonino Bello: “dovremmo protenderci nel Mediterraneo non come “arco di guerra” ma come “arca di pace”.

Giovanni Paolo II per molti anni ha parlato dei fenomeni bellici contemporanei come “avventura senza ritorno”, “ spirale di lutto e di violenza”, “abisso del male”, “suicidio dell’umanità”, “crimine”, “tragedia umana e catastrofe religiosa”. Per lui le esigenze dell’umanità ci chiedono di andare risolutamente verso l’assoluta proscrizione della guerra e di coltivare la pace come bene supremo, al quale tutti i programmi e tutte le strategie devono essere subordinati” (12 gennaio 1991).

In questa prospettiva Pax Cristi ricorda ai suoi aderenti che il credente riconosce nei mali collettivi, o strutture di peccato, quel mistero dell’iniquità che sfugge all’atto dell’intelligenza e tuttavia è osservabile nei suoi effetti storici. Nella fede comprendiamo che di questi mali sono complici anche l’acquiescenza dei buoni, la pigrizia di massa, il rifiuto di pensare. Chi è discepolo del Vangelo non smette mai di cercare di comprendere quali sono state le complicità, le omissioni, le colpe. E allo stesso tempo con ogni mezzo dell’azione culturale tende a mettere a fuoco la verità su Dio e sull’uomo.


Sua Ecc.za Mons. Giovanni Giudici

presidente di Pax Christi Italia


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GOVERNO DEL TERRITORIO

Bologna

8 Aprile 2011 - ore 17:00

Aula Giorgio Prodi - Università di Bologna
Piazza San Giovanni in Monte, 2

presenta il documento:
Paola BONORA
ne discutono:
Stefano ALDROVANDI
Manes BERNARDINI
Virginio MEROLA

Organizzata da


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Perché ancora destra e sinistra?

Modena

18 Marzo 2011 - ore 21:00

Palazzo Europa - sala C (Via Emilia Ovest 101 - Modena)

  • Quali elementi caratterizzano realmente gli schieramenti politici odierni? Su quali valori si giocano le scelte del futuro per la nostra società?
  • Destra, sinistra e centro sono concetti che esprimono ancora proposte e obiettivi precisi o si caratterizzano solo per essere contro qualcosa o qualcuno? Perché ancora destra e sinistra? e centro sono concetti che esprimono ancora proposte e obiettivi precisi o si caratterizzano solo per essere contro qualcosa o qualcuno?
  • Riescono ancora gli schieramenti a raccogliere con autorevolezza esigenze, problemi e proposte della gente per costruire insieme soluzioni condivise?

Interviene:

Carlo Galli - Università di Bologna

Presentazione e :sintesi

Flavio Lodi - Agire Politicamente (Modena)

Giampietro Cavazza - Centro F. L. Ferrari

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Fortezza Europa

Respingere o accogliere i migranti?

Bologna

10 Maggio 2011 - ore 21:00 

Aula 1 - Facoltà Scienze della Formazione - entrata Via del Guasto

 

Franco Moretti - missionario comboniano, direttore di Nigrizia

intervista  Agostino MARCHETTO - arcivescovo, per dieci anni Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, autore del libro «Chiesa e migranti: la mia battaglia per una sola famiglia umana»

a cura di

Centro Studi "Donati"

in collaborazione con

  • Facoltà di Scienze della Formazione
  • Ass.ne Medica NADIR
  • EMI

con il contributo di:

Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
 

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L'art. 11 della Costituzione: il primato della pace nelle relazioni internazionali

Faenza
Mercoledì 18 maggio 2011 - 20:45
Sala del Consiglio comunale - Piazza del Popolo, 31
Nell'ambito delle celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia del Comitato distrettuale faentino Italia150 per il ciclo "La Costituzione repubblicana come tavola dei valori dell'Italia unita" del Comitato di Faenza per la valorizzazione e la difesa della Costituzione

Domenico Gallo (giurista) incontrerà i cittadini sul tema:
 
"L'art. 11 della Costituzione: il primato della pace nelle relazioni internazionali"
 
"L'Italia ripudia la guerra": questa affermazione forte della nostra Costituzione evidenzia un giudizio morale oltre che politico sulla guerra. Ciò non significa che l'Italia debba adottare nelle relazioni internazionali un atteggiamento a priori neutralistico, nè tantomeno una posizione isolazionista motivata da ragioni di bilancio: infatti la seconda parte dell'articolo esplicitamente auspica "un ordinamento [internazionale] che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."
Una realtà poco nota al grande pubblico è che, sotto l'egida dell'ONU o della NATO l'Italia è attualmente impegnata in ben 26 operazioni militari internazionali (ed altre 32 si sono da poco concluse). Sono tutte veramente missioni di pace?
Da quando il sistema internazionale bipolare, nato dalla II guerra mondiale, si è sgretolato i focolai di guerra ed i massacri nei confronti delle popolazioni civili si sono moltiplicati; e si sono moltiplicati anche gli interventi militari internazionali, talvolta come forze di interposizione dirette dall'Onu, talaltra come interventi della Nato o di singoli paesi con i più vari obiettivi. Può esistere una guerra umanitaria?
Basta una risoluzione dell'ONU a trasformare un'azione di guerra in una missione di pace?
Una politica per la pace si riduce al ricorso regolato alle azioni di forza?
Questi ed altri quesiti li affronteremo mercoledì il 18 maggio alle ore 20:45 nella Sala del Consiglio comunale di Faenza con Domenico GALLO*
Domenico Gallo - Magistrato presso il Tribunale di Roma, è stato senatore della Repubblica nella XII legislatura svolgendo le funzioni di segretario della Commissione Difesa. Aderisce attivamente a Magistratura democratica ed all’Associazione europea dei magistrati (MEDEL). E' membro dei Comitati Dossetti per la Costituzione.
Autore e curatore di numerose pubblicazioni su temi attinenti a questioni di carattere internazionale ed in materia di diritti dell’uomo. Collabora con varie riviste giuridiche e quotidiani nazionali.
Per approfondire vedi: www.domenicogallo.it e in particolare sulle sue posizioni sulle politiche di pace: www.domenicogallo.it/list.asp?cat=1
 

Il Presidente del Comitato di Faenza per la valorizzazione e la difesa della Costituzione

 Alessandro Messina

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