Cattolicesimo Democratico

LA CRISI DELLA RAPPRESENTANZA È UN’EMERGENZA DEMOCRATICA

Luca Kocci

ROMA, Giugno 2013

Articolo apparso su ADISTA n 20, con titolo: “AGIRE POLITICAMENTE”: LA CRISI DELLA RAPPRESENTANZA È UN’EMERGENZA DEMOCRATICA

Il problema centrale di questa difficile stagione politica? La crisi della rappresentanza. La via di uscita? La partecipazione e il recupero del dialogo con i cittadini. Lo strumento? Il Partito democratico, che però deve recuperare il suo progetto originario di sintesi delle sue tre culture politiche fondative – le stesse che scrissero la Costituzione repubblicana –, quella cattolico-democratica, quella socialista e quella liberal-democratica.
I cattolici democratici dell’associazione Agire politicamente, a tre mesi dalle elezioni, si incontrano a Roma per la loro assemblea nazionale (18 e 19 maggio) e mettono al centro del dibattito l’attualità politica, il futuro del Pd e il ruolo del cattolicesimo democratico. Punto di partenza dell’analisi, affidata a Pierluigi Castagnetti, è la crisi della democrazia rappresentativa.

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EDUCARE LA DEMOCRAZIA

Seminari di Agire Politicamente - estate 2013

Massa Martana (PG) 18–21 luglio



“EDUCARE LA DEMOCRAZIA” - in Massa Martana


Vedi: Seminari di Agire Politicamente - estate 2013 - Programmi dei seminari estivi 2013

Vedi dossier: Agire Politicamente: i seminari

AGORÀ - Il Vescovo

tra Fede e Laicità

Sede degli incontri: Monastero di Fonte Avellana (PU)

Per il 2013 sono previsti due AGORÀ

1) da Venerdì 19 a Domenica 21 di Aprile 2013

2) da Venerdì 6 a Domenica 8 Settembre 2013

 

Gabrielli editori e la Comunità Monastica di Fonte Avellana

presentano e invitano alle “AGORÀ - tra Fede e Laicità”, partendo dalla presentazione di un libro dei Gabrielli editori

  

A motivo di un individualismo culturale, che coinvolge sia gli scrittori che i lettori, il libro è, per lo più, un “oggetto culturale” che ciascuno scrive secondo i propri fini e ciascun’altro compra e consuma in modo personale e individuale. La comunità, a volte e non sempre, è sullo sfondo. In questo contesto il libro risulta, anche vendendo milioni di copie, fine a se stesso… non c’è un “altrove”.

Per superare questo scoglio e far diventare la pubblicazione del libro un fatto comunitario reale, fatto di pensieri ed emozioni condivise nella “fisicità” della presenza, ci siamo ispirati alla grande tradizione dello Scriptorium Avellanita dove ogni pergamena era realizzata per tramandare il pensiero del passato, per costruire, insieme, attraverso la lettura, la meditazione e la preghiera, un progetto culturale di lungo respiro.

Partendo dunque dal calore secolare del monastero e soprattutto dal suo centro che, con il coro, era lo Scriptorium, abbiamo pensato di far diventare un libro edito, oltre che la conclusione di un percorso, l’origine e l’inizio di un pensiero più articolato, approfondito da voci diverse in un clima di rispetto, di sincerità e di profondo ascolto.

E quasi in un sussulto gioioso che ci veniva dal cuore, abbiamo sentito di poter raffigurare questo luogo e questi tempi come occasione per una grande e ordinata agorà a servizio delle comunità più vaste, sia laiche che religiose, dentro l’ampio orizzonte  che i termini fede e laicità esprimono.

... segue

 

Organizzazione ed informazioni:

tel 045 7725543  -  fax 045 6858595 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Posta ordinaria: Gabrielli editori, Via Cengia 67, 37029 San Pietro in Cariano (Verona)

61040   SERRA SANT'ABBONDIO (PU)

Telefono/Fax:  0721 730261 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Vedi appuntamento

Programma della prima Agorà: "il Vescovo" dell'iniziativa.

Il comunicato stampa

La scomparsa dei cattolici dalla campagna elettorale

Un commento all'intervento di De Rita sul Corriere della Sera del 28.1.13

Pier Giorgio Maiardi

Gennaio 2013

A me pare che si confermi un equivoco di fondo: che la fede cristiana e il battesimo che ci fa cattolici comporti un pensiero politico univoco, “un’anima collettiva di proposta politica”, e che quindi, se questo non emerge in modo visibile, ciò sia imputabile alla ignoranza o all’ignavia dei cattolici.

Non capisco poi perché il presupposto pensiero cattolico debba essere contrario allo Stato ed alla funzione di questo di garantire condizioni di equità, uguaglianza e giustizia che invece si ritroverebbero meglio perseguite in una società policentrica: il favore per lo Stato rappresenterebbe, per i cattolici, “una debolezza culturale profonda”. La situazione politico-economica in cui ci troviamo, dominata da logiche economiche che consideriamo indiscutibili ed immutabili e che consentono ai mercati, ed ai poteri che vi agiscono, di condizionare i diritti elementari delle persone – dal diritto a costruirsi una famiglia, al diritto al lavoro, al diritto alla salute….- ritengo possa essere affrontata e modificata  solamente da una forte organizzazione comune, e quindi da uno Stato e da unioni forti di Stati, capaci di governare l’economia.

Credo che il Vangelo liberi da appartenenze preconcette e che, in nome della carità, che manifesta la nostra somiglianza a Dio creatore e su cui verremo giudicati, ci spinga a cercare continuamente, con tutti gli uomini di buona volontà, la migliore organizzazione della nostra vita comune in nome dei principi sopra richiamati di solidarietà, di uguaglianza, di equità e di giustizia.

Da qui devono nascere le scelte politiche dei cattolici che sono necessariamente plurali – e quindi non sempre ispirate alla ricerca della “squadra che contava e/o offriva di più” – e soggettive, scelte che qualificano il cattolico se sono ispirate dalla carità e dal desiderio di un autentico bene comune. L’impegno politico diventa un dovere per i cattolici in questo senso. Purtroppo, e questo è vero, la nostra quotidiana partecipazione alla vita della comunità ecclesiale non ci educa a questa sensibilità e non ci offre i luoghi del discernimento cristiano della realtà.

Il rapporto dei cattolici con la politica credo debba liberarsi della frustrazione di una non sufficiente visibilità e caricarsi, piuttosto, di una carica vitale e liberante che, appunto perché rapportata ad una prospettiva escatologica, non ha mai motivo di esaurirsi, di dichiararsi appagata o definitivamente sconfitta.


Vedi l'articolo di De Rita: La scomparsa dei cattolici dalla campagna elettorale su Corriere della Sera

Commento di Vittorio Sammarco su c3dem

Risposta di Nino Labate su c3dem

Risposta di Pier Giorgio Maiardi

Giuseppe Dossetti: centenario della nascita


Manifestazioni per ricordare Giuseppe Dossetti nel centenario della nascita:

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