L’urgenza di un’alternativa credibile

 

di Pier Giorgio Maiardi

10 agosto 2026

Nelle elezioni politiche che si stanno avvicinando, non basta sostituire l’attuale maggioranza ma è indispensabile e urgente costruire un’autentica e vera alternativa!

Si tratta di un’alternativa resa vitale dalla disastrosa situazione in cui si trova il mondo nei giorni che stiamo vivendo, una situazione che non lascia spazio ad una speranza fondata in un tempo migliore.  Dobbiamo chiederci, infatti, da dove nasce la crescente inimicizia che provoca tante guerre che non riusciamo a fermare, cosa guida l'incapacità di affrontare seriamente il fenomeno della immigrazione considerata sommariamente un pericolo da combattere con tutte le grottesche e inumane conseguenze che ne derivano, il crescente culto della personalità a favore di leader che hanno  potere esclusivo sulle nazioni, la scomparsa di regole morali e umanitarie a cui subordinare ogni azione politica….

Tutto nasce da una accentuata, e crescente, concezione sovranista e nazionalista che giustifica la violenza e da cui deriva una errata interpretazione del patriottismo che, associata ad una cultura dell’individualismo e del tornaconto, mette in pericolo ogni sensibilità morale e umanitaria.

Trump, Netanyahu, Putin ... possono essere considerati i più evidenti ed esasperati modelli di queste concezioni che oggi ispirano il governo del mondo.  Pare un virus che si allarga e sta infettando realtà nazionali sempre più numerose.

Anche il nostro Paese pare chiaramente indirizzato su questa strada: il primato dell’interesse nazionale in ogni rapporto con gli altri Paesi che genera l’insofferenza per l’Unione Europea, il vassallaggio nei confronti di Trump, che non dovrebbe compromettere la tradizionale amicizia  confronti degli Stati Uniti: servilismo che porta ad allinearsi, senza riserve, alle sue sciagurate scelte di politica internazionale, sostanzialmente ostili al nostro continente, la ricerca del favore del popolo facendo leva sui proclami retorici e sugli istinti più che sulla ragione, il culto della personalità con una sovraesposizione della presidente del Consiglio, senza precedenti nel nostro Paese, il favore per il primato del potere esecutivo rispetto a quello parlamentare e si potrebbe continuare con la esaltazione del “made in Italy” nell’industria e quella del “merito” nella scuola, che emargina il debole.

Tutto questo va in senso inverso rispetto ai principi fondanti della nostra Repubblica democratica e provoca una progressiva diseducazione dei cittadini alla vita democratica.

Non è sopportabile che l’Italia si faccia promotrice, menandone vanto, della lotta all’immigrazione clandestina mediante deportazione dei migranti in hub/carceri allestite in paesi terzi per ”facilitarne il rimpatrio”, migranti chiamati “delinquenti” in Parlamento da un deputato della maggioranza. E, secondo il Governo, l’Italia dovrebbe essere fiera di farsi battistrada nel metodo di gestione del problema immigrazione, considerato una emergenza negativa anziché un fenomeno sociale del nostro tempo, da gestire e governare con criteri di umanità e lungimiranza. 

E’ scandaloso che il governo italiano non abbia mai denunciato, per non dispiacere al leader  potente, l’epocale genocidio in atto da tre anni  in Palestina.

Lascia molto interdetti che l’Italia non abbia mai minimamente obiettato alla decisione della NATO, per compiacere il solito potente, di dedicare una quota esagerata delle risorse di ogni Stato alleato ad un riarmo che dovrebbe garantire la sicurezza, scoraggiando ogni potenziale nemico, in un tempo in cui il grande sviluppo delle tecnologie crea nuovi, e sempre più sofisticati e distruttivi, strumenti di guerra per cui nessuno sarà mai sufficientemente sicuro.

Tutto questo nasce da una ispirazione nazionalista e sovranista che è radicalmente contraria ad una cultura della solidarietà e della cooperazione che oggi appare condizione indispensabile per garantire la sopravvivenza dell’umanità, una ispirazione che porta alla ricerca della pace e della convivenza nella diversità, alla cura nell’evitare qualsiasi conflitto ed al primato della diplomazia che vuol dire dialogo.  E questo vale nei rapporti internazionali ma anche nei rapporti all’interno di ogni Paese, perché è questa la base della democrazia.

E’ a partire da qui che deve essere costruita una credibile alternativa prima che sia troppo tardi, prima che la irragionevole ondata del ritorno al culto della violenza, con la competizione ed il conflitto, e quindi al  governo del più forte, con il sovvertimento di ogni regola morale, sommerga noi, le istituzioni e gli ordinamenti di convivenza pacifica che ci pareva di aver conquistato. Un’ondata che nasce in forme apparentemente accettabili ma che gradualmente e inevitabilmente è destinata a gonfiarsi e, ci auguriamo di no, a sommergerci inconsapevolmente.    

Si deve trattare, quindi, di un’alternativa non fatta di provvedimenti isolati e giustificati solamente dalla sterile polemica, ma di un solido programma articolato e credibile, chiaramente ispirato dalla esigenza profonda di salvare ed arricchire la nostra convivenza pacifica e democratica oltre che farci testimoni e attori di pace nel mondo. Questa deve essere l’ispirazione che guida, alimenta ed unisce le forze politiche che oggi si prefiggono di vincere la prossima competizione elettorale! E questa è l’esigenza urgente, che non consente di anteporre vane e nocive diatribe sull’ipotesi di elezioni primarie per la scelta di un leader.

 

 

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