- Categoria: Cattolicesimo Democratico
- Visite: 3624
Riflessioni sul dopo Todi
Ostuni, Novembre 2011
L’incontro di Todi fra “persone ed associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro” ha destato l’attenzione dell’opinione pubblica italiana, generando differenti e contrastanti reazioni nell’universo delle organizzazioni del laicato cattolico.
Non è piaciuto ai più che il Presidente della CEI abbia tenuto la relazione introduttiva al convegno.
Nessuno contesta il diritto-dovere della Gerarchia di richiamare “ex cathedra” i fedeli al dovere dell’esercizio di una cittadinanza attiva nella ricerca del bene comune e nella difesa dei “valori”, ma molti cattolici gradirebbero esercitare, da adulti responsabili, la loro laicità nelle istituzioni senza attendere sempre l’imbeccata dei vescovi.
Ha destato poi sorpresa che al convegno siano stati invitati solo alcune organizzazioni cattoliche e che tra quelle invitate ve ne fosse qualcuna caratterizzata da un indirizzo ideologico di cattolicesimo conservatore, i cui esponenti sono ancora ostinatamente favorevoli all’attuale governo di centro destra, nonostante i non edificanti esempi offerti dal capo dell’esecutivo, che tanto sconcerto continuano a generare in Italia e nel mondo in un momento particolare di difficile situazione economica per il Paese.
Credono codesti nostri fratelli nella fede che sia possibile ricreare con loro una unità di intenti nella pratica di una sana politica senza una chiara presa di distanza da un simile protagonista della vita pubblica italiana, il quale, per altro, sembra precipuamente interessato a gestire un potere fine a se stesso che lo induce a non rendersi perfettamente conto della situazione italiana, pur dichiarandosi continuamente difensore dei valori della persona, della vita, della famiglia?
Difende forse la dignità delle persone un governo che applica duramente le norme di una legge sull’immigrazione che comporta il respingimento di tanti fratelli disperati in cerca di una vita più sicura e più degna? Un governo che restringe sempre più i margini della sicurezza sociale? Un governo che mostra sempre meno attenzione ai bisogni della famiglia?
“Il discorso etico non può essere staccato dalla concreta forma di vita di una comunità”, ha scritto Mac Grew, mentre Maritain ha invitato a riflettere che “non basta proclamare l’uguaglianza dei diritti fondamentali della persona umana: questa uguaglianza deve passare realmente nei costumi e nelle strutture sociali”.
Una vera e sana democrazia può essere realizzata solo quando tutti gli interlocutori siano dotati del senso del servizio verso i cittadini, i quali vanno educati a vivere insieme in una relazionalità fraterna per crescere insieme. E ciò è possibile a patto che ogni interlocutore creda nella dignità di ogni persona e la rispetti, iniziando dagli esempi di vita che offre. Wittgenstein ha affermato che “la verità etica si vive, si testimonia, si fa; è una «lebensform», una forma di vita”.
Non ci si può solo richiamare ai principi del popolarismo per rendersi credibili. Il popolarismo sturziano prevede il rispetto dei valori, nella ricerca del bene comune, attraverso una economia sociale di mercato che considera ogni cittadino come «prossimo».
Alcuni uomini dell’attuale maggioranza governativa, dopo il convegno di Todi, hanno rivolto un appello ai cattolici, ritenendosi naturali interlocutori per il solo fatto di far parte di un molto variegato Partito Popolare Europeo.
E’ ormai improcrastinabile la necessità che quanti praticano una fede adulta e siano convinti del dovere di esercitare una cittadinanza attiva, siano essi cattolici conservatori o cattolici democratici, incomincino una buona volta a dialogare fra loro con estrema sincerità nell’intento di concorrere a realizzare nella società “quel tanto di cristianesimo che è possibile realizzare oggi in Italia”, secondo una felice espressione di Don Mazzolari, aperti al confronto leale con quanti, pur non avendo una fede, siano convinti democratici, liberi da riserve mentali legate a passate appartenenze ed al pari impegnati nella difesa della persona umana in tutte le sue espressioni vitali ed in tutte le legittime aspirazioni di crescita morale e civile; tutti alieni da dipendenze e soggezioni verso leader che si ritengano indispensabili ed insostituibili per il progresso del paese. “Gli uomini adulti non hanno bisogno di leader”, ha affermato H.G. Wells.
Sono perciò personalmente attento ad un incontro che si realizzerà a Roma nei giorni 19 e 20 del corrente mese di Novembre tra quante persone e aggregazioni laicali siano disposte, senza preclusioni di sorta, ad accogliere l’invito delle associazioni promotrici per un sano esercizio di discernimento comunitario, ponendo attenzione a tener distinto l’impegno civile da quello ecclesiale per coniugare una sana laicità.
Gli organizzatori intendono porre all’attenzione “due grandi punti di riferimento: la costituzione repubblicana del 1948 ed il Concilio Vaticano II”, punti che l’indimenticato Onorevole Giuseppe Lazzati riteneva come “stelle polari” per un cammino del laicato cattolico che voglia esercitare un ruolo significativo nella vita del paese.
E spero che questa sia la volta buona!