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Responsabili del voto
AP
4 Giugno 2025
Sui 5 REFERENDUM, la CEI, la CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, l’organismo che riunisce tutti i vescovi della Chiesa cattolica in Italia, ieri, si è schierata in modo netto per la partecipazione.
“Quello dei referendum è un appuntamento che ci interpella non solo come cittadini, ma anche, per chi vive la fede cristiana, come custodi del bene comune e responsabili della speranza che ci è affidata. La partecipazione consapevole al voto è espressione di civiltà matura, atto di fedeltà al progetto condiviso di società”, scrive il vice presidente della Cei e vescovo di Cassano allo Ionio Francesco Savino. “Andare a votare, informati e consapevoli è una forma concreta di carità. I cinque quesiti referendari interrogano le fondamenta stesse della nostra convivenza civile e il modello di società che intendiamo costruire insieme. L’astensione non è mai neutra. È un silenzio che svuota la democrazia del suo significato partecipativo”.
Sulla cittadinanza spiega Savino: “Non si tratta di una concessione, ma del riconoscimento di una realtà già in atto”.
La CEI, attraverso le parole del vescovo Francesco Savino, lancia un forte appello alla partecipazione referendaria, sottolineando che il voto non è solo un dovere civico, ma un atto di carità e responsabilità verso il bene comune. I referendum, afferma, toccano le basi della convivenza civile, e l’astensione svuota la democrazia del suo significato.
Netta anche la posizione sulla cittadinanza, vista non come concessione, ma come riconoscimento di una realtà già esistente.
In un’epoca di cinismo e calcoli elettorali, la CEI ricorda che la speranza è una responsabilità, e la partecipazione un atto d’amore per la polis.
Chissà cosa ne pensa la “cristiana” Giorgia Meloni che boicotta i referendum che riguardano direttamente la vita di milioni di persone e, allo stesso tempo, vorrebbe che con l’elezione diretta del capo del governo gli italiani si recassero urne per confermarla sulla sua poltrona e con maggiori poteri.
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