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Dove va il Partito Democratico?
Lino Prenna
Coordinatore nazionale dell'associazione Agire politicamente
Marzo 2017
È la domanda che abbiamo sollevato altre volte, ad ogni cambio di segreteria del partito, ansiosi di conoscere da quali ragioni ideali fossero mossi i nuovi dirigenti, ma anche preoccupati della progressiva caduta delle idealità originarie, a vantaggio di una conduzione pragmatica, priva di progettualità futura. Oggi, a dieci anni dall'atto fondativo del partito, siamo costretti a porre la stessa domanda, dopo le ultime travagliate vicende e la scissione, strumentalmente consumata come irresponsabile exodus! Poniamo la domanda ai tre candidati alle primarie, i quali parlano di tutto, dell'Italia, dell'Europa, del Mondo…, quasi fossero candidati alla guida del governo nazionale, tranne che del partito di cui ambiscono a diventare segretari, ignorando che un buon programma di trasformazione del Paese può nascere solo da un grande progetto di partito. Nessuno di loro, tranne accenni e battute di reciproca ostilità, conduce un'analisi di ciò che il partito è stato, nei successi e nei fallimenti, e di ciò che dovrebbe essere, nelle attese e nelle non rimosse speranze. Insomma, qual è la loro idea di partito? Ritengono ancora valide le ragioni fondative che lo legittimarono come partito nuovo e non come un nuovo partito? E ritengono ancora attuale il progetto originario di unità plurale delle culture che lo hanno fondato?