- Categoria: Attualità e interventi
- Visite: 58
- Stampa
Il metodo differenziale
Una leva economica per l’Azione Politica
di Gabriele Gavioli e Giovanni Pizzi
Proponiamo ai nostri lettori un modello econometrico che si presta all’impostazione di politiche economiche per il conseguimento di obiettivi di interesse generale.
Esamineremo il metodo a partire da alcuni possibili impieghi: equo compenso del lavoro, riduzione delle discriminazioni, maggior uso di risorse umane; gestione del suolo, naturale, agricolo, urbanizzato, industrializzato, delle falde acquifere; riduzione e riuso dei rifiuti, urbani, industriali e speciali ecc..
Qui ci limiteremo ad un’introduzione del metodo, cui seguirà, con maggior dettaglio, la produzione di articoli che saranno pubblicati nel nostro sito e che – ci auguriamo – potranno dar luogo ad un fruttuoso dialogo.
La nostra Costituzione, incentrata sulla persona e la sua dignità di appartenenza ad un popolo, previlegia il fattore umano, sia nei confronti dell’individuo che della compagine sociale. Essa ispira leggi ed iniziative che richiamano il sano principio di non-trattare in pari modo le situazioni che mostrano differenze! In tale senso già conosciamo il beneficio di disporre di un sistema sanitario pubblico sostenuto dalla fiscalità; il tipo di sistema fiscale stesso “non proporzionale”. Ciò facilita l’individuazione di proposte progettuali di Interesse Generale (ecco un termine che ricorrerà nel metodo!) e delle figure destinate a ricoprire i necessari ruoli.
Per usare la leva economica, si ricorrerà ad alcune formule e quantificatori conseguenti agli aspetti e alle figure in gioco nella progettazione, conduzione e valutazione degli effetti. Vedremo comunque che la metodologia, astraendo dalle singole applicazioni, si riduce a poche formule di base e all’individuazione di ruoli ricorrenti. Sarà pertanto nostra cura focalizzare tali aspetti, fornendo le opportune spiegazioni.
Ci si attende, da parte dei lettori, la proposizione di temi particolari di loro interesse, rispetto ai quali cercheremo di valutarne i costi - sociali ed economici - che ricadono sulla collettività - se ciascuno di essi non fosse affrontato nel modo migliore da chi abbia l’opportunità attuale e le capacità tecniche di decidere sulla qualità di beni e servizi ora resi disponibili alla Collettività Territoriale -.
Sappiamo che, se l’ambito territoriale è quello nazionale, non risolvendo tali problematiche, i danni si ripercuotono come maggiori costi economici e sociali diffusi, o come maggiori costi economici a carico delle risorse pubbliche, che storicamente vengono compensati con più tasse generalizzate per i cittadini-consumatori.
Prima di proporre qualunque tipo di stimolo da applicare ai soggetti decisori, occorre valutare i danni specifici all'Interesse Generale provenienti da loro scelte inappropriate.
Inizialmente ci applicheremo a questa fase ed a chiarire i ruoli identificati per ogni denominazione ricorrente nel metodo proposto. Lo faremo, in particolare, esaminando il tema di sicuro Interesse Generale costituito dalla protezione dai terremoti.
Nella speranza di avere proposto un metodo di azione politica attuale e stimolante, per avviare un dialogo con chi ci legge, proponiamo dunque l’indirizzo mail dell’associazione:
"Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.".
Testo presente anche sul Foglio periodico "Politicamente - Anno XXV Numero 2"