Agire Politicamente

Coordinamento di cattolici democratici

 

Il Coordinatore nazionale

 

Una nuova stagione politica

 

1. L’associazione Agire politicamente esprime viva preoccupazione per gli scenari aperti dall’esito della consultazione elettorale, nei quali permane una forte contrapposizione dei due schieramenti e risulta irresponsabile la posizione della Casa delle libertà e del presidente del Consiglio uscente, tesa a delegittimare la vittoria dell’Unione, evocando brogli  e insinuando dubbi sulla regolarità delle procedure elettorali, con la conseguenza di minare il quadro normativo e il sistema democratico delle regole.

2. Agire politicamente, mentre rivolge un saluto augurale al Parlamento, che inizia il suo lavoro, e a Romano Prodi, che sarà incaricato di formare il nuovo governo, sollecita l’Unione a impegnarsi per la riconciliazione sociale del Paese, anche aprendo opportunità di collaborazione con l’opposizione su materie di rilevanza istituzionale. Una prima occasione è offerta dall’elezione del presidente della Repubblica, per la quale vanno considerate anche personalità del mondo della cultura, del diritto e dell’arte, che costituiscono la “riserva etica” del Paese.

3. L’associazione auspica la formazione di un governo stabile nella durata e forte per la decisa volontà di aprire una nuova stagione politica, premurosa del bene comune e fiduciosa nella ripresa economica del Paese. Le persone chiamate a ricoprire incarichi di governo siano scelte non soltanto con le logiche interne alla coalizione ma per la sicura competenza, per la loro esemplarità, per lo spirito di servizio.

4. Per la ripresa economica e sociale del Paese, il nuovo governo dovrà adottare un organico complesso di misure volte ad abbassare il costo del lavoro, a rendere flessibile ma stabile il lavoro giovanile, ad aprire nuove opportunità all’occupazione femminile, a favorire le piccole e medie imprese. Sono di assoluta priorità l’introduzione di un sistema proporzionale di tassazione e la lotta efficace all’evasione fiscale, nel quadro di una ritrovata etica della responsabilità e della solidarietà sociale.

5. Particolare impegno richiede lo sviluppo del Mezzogiorno. E’ necessario introdurre una chiara ed equa fiscalità di vantaggio; garantire una maggiore sicurezza territoriale e le necessarie infrastrutture per una moderna industrializzazione, connessa anche con i mercati asiatici; dotare le autonomie locali delle necessarie risorse finanziarie per rispondere, con mezzi adeguati, alla esigente domanda di giustizia sociale e di salute individuale e pubblica.

 

Nel curare lo sviluppo del Mezzogiorno, il governo sappia rendersi interprete della “questione settentrionale”, armonizzando e rendendo chiaro il sistema di tassazione delle piccole e medie imprese e del lavoro autonomo, rendendo attiva ed efficiente l’amministrazione periferica dello Stato, realizzando le grandi infrastrutture che consentano all’Italia di essere vitalmente inserita nel contesto europeo.

6. Il governo dovrà qualificarsi anche per una rinnovata attenzione alla cultura, all’educazione, all’arte, all’informazione, allo sport, al tempo libero. Sono settori bisognosi di una regolamentazione che, mentre ne esalti la natura di beni pubblici non riducibili alle sole logiche del mercato, ne renda effettivo l’accesso e l’esercizio per tutti. In particolare, va dotata la conservazione dei beni culturali e vanno moltiplicate le risorse per la ricerca. In questa prospettiva, è necessario ricentrare sulla persona il servizio delle istituzioni scolastiche, universitarie e accademiche, sottraendolo alla deriva mercantile e aziendalistica di questi ultimi anni.

7. L’agenda del governo non potrà trascurare di risolvere con efficace e chiaro realismo la questione del conflitto di interessi e la questione di un miglior funzionamento degli organismi giurisdizionali e penitenziari, per la garanzia dei diritti di tutti i cittadini e per una giustizia senza privilegi.

Inoltre, il governo dovrà sottoporre al Parlamento, in tempi ragionevoli e, comunque, prima del biennio conclusivo della legislatura, una nuova legge elettorale per l’elezione della Camera e del Senato, che assicuri la partecipazione dei cittadini e la qualità della rappresentanza democratica. Sarebbe opportuno inserire questo momento in un allargato dibattito tra istituzioni e soggetti sociali che porti alla più volte auspicata riforma dei partiti.

8. Infine, Agire politicamente impegna i soci, invita i cittadini e, in particolare, sollecita le associazioni cattoliche e di ispirazione religiosa a partecipare con senso di esemplare responsabilità ai due grandi prossimi appuntamenti del calendario politico: le elezioni amministrative, che riguardano varie autonomie locali (tra cui, Roma, Milano, Torino) e il rinnovo del governo regionale della Sicilia; il referendum confermativo della riforma costituzionale voluta dalla Casa delle libertà.

Agire politicamente auspica una informazione completa sui rischi che la riforma rappresenta per la nostra democrazia e ribadisce il suo “no” ad una riforma che, delineando un federalismo non solidale e alterando l’equilibrio dei poteri, calpesta i principi stessi della Costituzione.

(Consiglio nazionale, Roma 23 aprile 2006)