Il popolarismo: la cultura del popolo

Lino Prenna

9 Settembre 2019

Nell’intervista rilasciata a La Stampa, del 9 agosto scorso, papa Francesco, alla domanda del giornalista (Domenico Agasso Jr) sul populismo, risponde: “All’inizio faticavo a comprenderlo perché studiando Teologia ho approfondito il popolarismo, cioè la cultura del popolo”. Non c’è definizione più semplice e, insieme, più completa di popolarismo, che abbiamo ripreso a conclusione del seminario di Poppi, a fine agosto, per chiarire e rinnovare il senso dell’impegno assunto da qualche anno da Agire politicamente di elaborare un nuovo popolarismo, come cultura di una politica popolare.

La precisazione del Papa di aver approfondito il popolarismo nell’ambito degli studi teologici, ci conferma nell’intenzione, già formulata all’inizio della nostra proposta, di voler dilatare l’accezione sturziana ad una nuova formulazione del popolarismo, come rielaborazione delle culture popolari del Novecento e declinazione politica della Teologia del popolo, cara a papa Francesco.

Di questa intenzione, vorremmo fare un progetto di ricerca, movendo dalla consapevolezza che, mentre parliamo di popolarismo al singolare, dovremmo considerarne la pluralità delle accezioni, che coincidono con l’identità stessa culturale dei popoli. Del resto papa Francesco, parlando di popolarismo, si riferisce alla cultura del popolo latinoamericano, che egli stesso ha contribuito a sviluppare, in prospettiva sociale, nei discorsi ai Movimenti popolari. Dunque, il progetto nutre l’ambizione di integrare il profilo europeo delle culture popolari, assumendo il “popolo”, come categoria plurale, storica e sociale, luogo della memoria che schiude il futuro, perché indica il farsi di un processo e apre all’esercizio responsabile della cittadinanza.

Nell’appartenenza a un popolo, come aveva detto il cardinal Bergoglio, nella ricorrenza del Bicentenario della nazione argentina, la persona sociale acquisisce la sua piena identità di cittadino e scorge la naturale vocazione alla politica: “Popolo è la cittadinanza impegnata, riflessiva, consapevole e unita in vista di un obiettivo o progetto comune” che, perciò stesso, diventa azione politica, “esperienza di vita”, per una storia comune.


Testo presente anche sul Foglio periodico "Politicamente - Anno XIX Numero 3 Luglio-Settembre 2019"